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Apparato respiratorio

È meglio respirare con la bocca o con il naso?

11/03/2019

Prude, gocciola, si arrossa, può modificare la voce ed essere colpito da una fastidiosa sintomatologia che tutti conoscono bene con il nome di raffreddore. Il naso è una finestra attraverso cui l’aria entra nel corpo, assolvendo l’indispensabile funzione della respirazione, ma anche lo strumento deputato alla percezione degli odori. Il fatto che funzioni bene è indicato essenzialmente dalla respirazione. Spesso però è difficile riconoscere la differenza fra una buona e cattiva respirazione. Per esempio, molti non sanno se sia meglio respirare con la bocca o con il naso. La respirazione nasale, inoltre, può essere condizionata da diversi fattori: il raffreddore, la deviazione del setto nasale ma anche allergie e patologie rinosinusali. Abbiamo parlato di naso e respirazione con il dottor Luca Malvezzi, Otorinolaringoiatra e specialista in chirurgia cervico facciale dell’ospedale Humanitas.

 

Un filtro per il nostro corpo

Come lo zerbino che si trova all’ingresso della nostra abitazione, il naso, filtra l’aria che aspiriamo, la pulisce e la termoumidifica e ne regola la temperatura. Ecco perché la sua funzione deve essere preservata il più possibile.

“Quando il naso è bloccato spesso si usa la bocca per respirare – ha detto lo specialista -. L’impatto dell’aria però è molto diverso: respirando con la bocca l’aria è più fredda, è meno umida, ed è più sporca. Meglio quindi respirare sempre con il naso e mai con la bocca, se possibile”.

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Rinosinusite cronica o allergia?

Alcune persone soffrono di un raffreddore perenne. “Non basta il dolore, la sensazione di naso pieno o il mal di testa a livello frontale e la mancanza di olfatto per diagnosticare la rinosinusite – ha detto il dottor Malvezzi -. La rinosinusite acuta è la prosecuzione di un raffreddore, in questo caso il trattamento antibiotico corretto risolve la problematica. Alcune sinusiti invece si cronicizzano e diventano frequenti. In questo caso il paziente riferisce di avere una sorta di raffreddore che non passa mai. Queste sono le forme che possono essere correlate all’allergia e all’asma o allo scorretto drenaggio dei seni paranasali”.

In questo caso è fondamentale che il paziente che avvisa di avere un raffreddore cronico venga valutano di un team di esperti che possano dare un quadro clinico e anche un quadro immunologico. Questo ottimizza il trattamento e anche la spesa sanitaria. I polipi, inoltre, possono avere un ruolo fondamentale nella diagnosi di questo sintomo. Si tratta di tessuto che si riempie di liquido e si infiamma.

“La chirurgia in questo caso ha un ruolo importante – ha chiosato Malvezzi -, però bisogna spiegare ai pazienti quali sintomi sono controllabili e quali invece no, dando una prospettiva terapeutica”.

 

Quali sono le cause di una cattiva respirazione dal naso?

“Le cause di ostruzione respiratoria nasale possono essere congenite, come la classica deviazione del setto nasale, oppure acquisite, come la patologia infiammatoria (rinite cronica, poliposi nasale, rinosinusite cronica, ecc.) e quella neoplastica sia benigna che maligna”, ha spiegato il dottor Lucio Rizzi, specialista dell’ Ambulatorio di Otorinolaringoiatria di Humanitas Gavazzeni Bergamo. “I rimedi più semplici si basano sull’utilizzo quotidiano di lavaggi nasali a base di soluzione fisiologica, che garantiscono una pulizia della mucosa, oppure di soluzione ipertonica – come acqua marina purificata, specialmente in caso di raffreddore –, che ha un’azione decongestionante naturale. L’utilizzo dei classici cerotti che spesso si vedono sul naso degli sportivi, ma che spesso vengono usati a sproposito, trova una specifica e ben precisa indicazione nelle stenosi congenite della valvola nasale, in pratica quando i tessuti molli che rivestono la parte cartilaginea delle ali nasali tendono a collassare durante l’inspirazione”.

 

Fra spray nasali e rimedi fai da te

“L’utilizzo di spray nasali a base di corticosteroidi, amine simpaticomimetiche o prodotti di derivazione naturale, riveste un ruolo molto importante nel trattamento della stenosi respiratoria nasale. Nel caso degli spray decongestionanti, un loro abuso – evenienza non infrequente a causa della “dipendenza” che possono portare – può provocare nel lungo termine danni a livello locale, come rinite medicamentosa, perforazione del setto nasale e sistemico, specialmente a livello cardiovascolare”, ha proseguito lo specialista. “Nel caso in cui i rimedi “fai da te” o la terapia farmacologica, sia topica (spray nasali) che sistemica (antiistaminici, cortisonici, ecc.) falliscano, non abbiano gli effetti sperati, può essere indicato un trattamento chirurgico mirato a correggere la causa di ostruzione respiratoria nasale, partendo da interventi “semplici” eseguiti in regime ambulatoriale – turbinoplastica inferiore, polipectomia disostruttiva – a interventi naso-sinusali effettuati in narcosi e in regime di ricovero ordinario”.

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