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Cure e farmaci

I postbiotici possono curare le infiammazioni croniche

03/05/2019

Si tratta di prodotti di derivazione batterica rilasciati durante i processi di fermentazione di matrici alimentari. I postbiotici si stanno rivelando l’ultima e più recente frontiera contro infiammazioni e infezioni croniche. Le applicazioni cliniche di queste sostanze sono state oggetti di diversi studi recenti. Fra questi anche quelli che portano la firma della professoressa Maria Rescigno, docente di Patologia Generale all’Humanitas University, che ha spiegato come e perché queste molecole avrebbero dimostrato di interagire con il nostro sistema immunitario, modulandone la risposta, attivandola o spegnendola in caso di una reazione eccessiva.

 

Cosa sono i postbiotici e da cosa derivano?

In anni recenti si è moltiplicato l’uso di probiotici e simbionti anche nell’industria alimentare come supplementi per bilanciare la dieta e migliorare l’omeostasi intestinale. Quello di probiotici e postbiotici è un ambito di ricerca abbastanza florido che  cerca di indagare come delle molecole funzionali possano agire direttamente sul nostro sistema immunitario andando a modificare la flora dei batteri intestinali. Recentemente sono arrivati i primi risultati che definiscono gli effetti di alcune molecole funzionali derivanti dalla fermentazione di matrici alimentari da parte di batteri probiotici, dette appunto postbiotici. Queste sono state studiate in seguito come alternative per applicazioni cliniche, in particolare nelle infiammazioni croniche come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

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La barriera della fermentazione intestinale

“Oltrepassare il passaggio di fermentazione intestinale, farlo avvenire in condizioni controllate al di fuori dell’organismo con microrganismi, su substrati prescelti, è stato l’oggetto di un filone di approfondimento che ha portato a una miglior comprensione degli effetti dei postbiotici – ha affermato la professoressa Rescigno -. Dopo i prebiotici e i probiotici, i postbiotici rappresentano l’ultimo traguardo dell’approccio alimentare funzionale nel campo del microbioma e microbiota intestinale. Gli alimenti vengono fatti fermentare con microrganismi, anche probiotici, che, a seconda della tipologia, possono generare una serie di sostanze con proprietà diverse”.

Fra le matrici più comuni usate nel processo di fermentazione c’è Il latte. Secondo uno studio preclinico della prof.ssa Rescigno, l’effetto di questa sostanza fermentata ha un ruolo nell’inibire batteri o virus patogeni nelle infezioni e infiammazioni. “Abbiamo notato una interazione con il nostro sistema immunitario che si riattiva e spegne l’infiammazione”. Altri studi, come quelli condotti dal dottor Gian Vincenzo Zuccotti, direttore del dipartimento di pediatria di un noto nosocomio di Milano, hanno mostrato come i postbiotici avessero effetto su pazienti affetti da una dermatite atopica, una malattia infiammatoria della pelle.

 

Un adiuvante della terapia farmacologica

I postbiotici e i risultati finora ottenuti con essi fanno sperare in un effetto positivo dei prodotti fermentati come coadiuvanti della terapia farmacologica nella cura della dermatite atopica. Nuovi studi confermeranno se queste sostanze sono in grado di far fare significativi passi avanti della cura delle malattie croniche per le quali, già oggi, si osserva una stretta correlazione con l’attività di modulazione batterica nell’intestino.

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