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Ginecologia

Prevenzione: a cosa serve l’ecografia transvaginale

21/07/2022

L’ecografia transvaginale è un esame rapido e indolore, fondamentale nel percorso di prevenzione della donna, e consente allo specialista di osservare e studiare l’utero, le ovaie e le salpingi (ovvero le tube di Falloppio), e gli organi vicini, dal retto, sigma, vescica e ureteri. L’ecografia transvaginale permette di diagnosticare eventuali disturbi o anomalie.

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Serena Del Zoppo, ginecologa ed ostetrica presso il centro Humanitas Medical Care di Arese.

 

Ecografia transvaginale: a cosa serve?

L’ecografia transvaginale può servire per:

  • confermare (o meno) un sospetto clinico, magari emerso durante la visita ginecologica;
  • scovare eventuali malformazioni uterine;
  • studiare l’endometrio;
  • valutare lo stato di salute delle ovaie;
  • contribuire a capire la causa di un dolore pelvico;
  • individuare eventuali lesioni benigne o maligne che siano;
  • diagnosticare eventuali cisti ovariche, fibromi, miomi e polipi endometriali;
  • osservare e valutare lo stato della gravidanza nelle prime settimane di gestazione.

Ecografia transvaginale: come funziona?

L’ecografia è un esame che prevede l’introduzione nella vagina di una sonda, che emette ultrasuoni a frequenza elevata. 

I segnali provenienti dai tessuti vengono poi rielaborati da un computer in forma visiva su monitor dell’ecografo, e questo consente allo specialista di valutare con attenzione le zone esaminate. Gli ultrasuoni non sono nocivi per la salute, e infatti l’ecografia viene eseguita anche in gravidanza senza alcun rischio per mamma e bambino.

L’ecografia transvaginale può essere di primo e di secondo livello. L’ecografia di primo livello avviene durante la visita ginecologica, e serve per  individuare eventuali patologie a carico degli organi genitali interni.

L’ecografia di secondo livello può essere richiesta in caso di anomalia o sospetta patologia, come indagine di approfondimento. 

Questo esame dura circa 15 minuti, ma può richiedere più o meno tempo a seconda di diversi fattori:

  • della presenza di alterazioni;
  • dell’ecogenicità dei tessuti (come in caso di pazienti obese o in condizioni intestinali non favorevoli, dove la qualità dell’immagine può essere peggiore e quindi l’esame potrebbe richiedere più tempo.

Ecografia transvaginale: quando effettuare l’esame

L’ecografia transvaginale può essere necessaria in caso di presunta gravidanza, sanguinamenti anomali, presenza di dolori pelvici, problemi di fertilità, ciclo mestruale alterato, dolore durante i rapporti sessuali, sospetto tumore o massa pelvica. L’ecografia transvaginale può essere effettuata anche come semplice controllo periodico.

L’ecografia transvaginale si può eseguire in qualsiasi momento, compreso durante il flusso mestruale, e può essere effettuata sia in pazienti che hanno già iniziato l’attività sessuale, sia nelle donne in gravidanza, in modo da osservare l’embrione nelle prime settimane. Andando avanti nella gravidanza, invece, a partire dal secondo trimestre, il bambino è visibile con l’ecografia transaddominale.

Non c’è una regola specifica su ogni quanto tempo eseguire l’esame, ma dipende dai sintomi e dalla storia clinica della paziente. Di norma si dovrebbe accompagnare la visita ginecologica annuale di routine con il controllo ecografico.

 

Prevenzione: quali altri esami ginecologici fare?

La prevenzione è importante in quanto permette di mantenere a lungo un buono stato di salute e consente di identificare per tempo alterazioni e problematiche, che potrebbero aggravarsi. 

Oltre alla visita ginecologica con ecografia transvaginale (che può essere transaddominale in coloro che non hanno iniziato l’attività sessuale), è di fondamentale importanza il pap test, che permette di intervenire nella prevenzione del tumore del collo dell’utero. Questo esame consente di identificare alterazioni del collo dell’utero che potrebbero trasformarsi in tumore nel giro di anni, e asportarle con interventi senza rischi e mini-invasivi.

 

In caso di sintomi vaginali e dolori, il tampone vaginale e/o cervicale può essere d’aiuto nella diagnosi precoce di infezioni genitali, che potrebbero causare danni alla fertilità futura.

 

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