Ginecologia

Cos’è l’ecografia transvaginale e a cosa serve?

05/10/2021

L’ecografia transvaginale è un esame diagnostico strumentale ginecologico piuttosto comune e non invasivo, che può essere bidimensionale o tridimensionale. Generalmente associata alla visita ginecologica, permette la valutazione degli organi riproduttivi interni e degli organi circostanti attraverso una sonda posizionata in vagina. Inizialmente, l’ecografia transvaginale era utilizzata per individuare malformazioni dell’utero; oggi è fondamentale anche per individuare e diagnosticare molti disturbi e patologie

Ne parliamo con il dottor Gianluigi Bresciani, ginecologo in Humanitas.

Ecografia transvaginale: a cosa serve?

L’ecografia transvaginale consente di osservare in modo sicuro e veloce utero, ovaie e tube di Falloppio (o salpingi), e gli organi circostanti, come vescica, ureteri, retto e sigma.

L’esame ecografico ginecologico ha oggi diverse indicazioni:  

  • nella diagnosi delle donne affette da dolore pelvico cronico o da patologie disfunzionali – cicli mestruali irregolari – o processi infettivi che interessano i genitali interni;
  • nel percorso diagnostico delle neoformazioni o malformazioni sospettate su base anamnestica e obiettiva a carico degli organi genitali;
  • nella diagnosi differenziale con altre patologie addomino-pelviche in condizioni di urgenza, come appendiciti, diverticoliti, o coliti; 
  • nel percorso diagnostico di pazienti in peri e post menopausa con sanguinamenti atipici, concorrendo a determinare i caratteri dell’endometrio e della cavità uterina (sospetti di neoplasie endometriali o ricerca di polipi);
  • nella sorveglianza delle ovaie e dell’endometrio nelle donne con predisposizione genetica al carcinoma ovarico o sindromi familiari per tumori (BRCA mutate e/o con sindrome di Lynch); 
  • nei percorsi diagnostici delle pazienti infertili, dalla diagnosi, al monitoraggio e all’assistenza alle tecniche di riproduzione assistita; 
  • nel monitoraggio di terapie mediche (tamoxifene o terapie ormonali), nel controllo di esiti chirurgici (dopo miomectomie) e nel percorso diagnostico delle pazienti affette da patologia della statica pelvica, come incontinenza urinaria e stipsi severa.

Ecografia transvaginale: come si svolge

L’ecografia transvaginale è un esame semplice, sicuro e non doloroso, che utilizza l’azione di onde sonore

Di solito si svolge durante la visita ginecologica (a meno che non vi siano state altre indicazioni da parte dello specialista) attraverso l’inserimento, all’interno della vagina della paziente (sdraiata sul lettino in posizione ginecologica), di una sonda che emette ultrasuoni a frequenza elevata. 

Queste onde sonore sono riflesse dagli organi interni e rielaborate come immagini sul monitor dell’ecografo, permettendo allo specialista di valutare lo stato delle zone di interesse.

L’ecografia transvaginale può essere eseguita in qualsiasi momento, anche in presenza di flusso mestruale, su pazienti che hanno già iniziato l’attività sessuale. Non è possibile effettuarla in pazienti che non hanno ancora avuto rapporti; in questi casi, si preferisce sottoporre la paziente a ecografia transaddominale a vescica piena, che consente comunque una buona osservazione delle stesse patologie.

Ecografia transvaginale in gravidanza

L’ecografia transvaginale viene utilizzata comunemente nelle prime settimane di gestazione per osservare l’embrione e datare correttamente la gravidanza stessa – andando avanti con la gestazione, invece, l’ecografia transaddominale dà immagini migliori – e per effettuare la cervicometria, ossia la misurazione della lunghezza del collo dell’utero, fondamentale per monitorare il rischio di aborti spontanei nel primo trimestre di gravidanza. In caso di perdite ematiche, si utilizza per valutare un rischio di aborto o un aborto in corso. 

Ecografia transvaginale di primo e di secondo livello

L’ecografia transvaginale può essere di primo o di secondo livello. 

L’ecografia transvaginale di primo livello è contemporanea alla visita ginecologica e serve per individuare la presenza di eventuali condizioni o patologie. 

A questa può essere necessario far seguire un’ecografia transvaginale di secondo livello, nel caso fosse necessario ricercare informazioni più precise.

L’ecografia di secondo livello viene richiesta come approfondimento a seguito della visita ginecologica e dell’ecografia di primo livello, quando vi è il sospetto di una patologia che richiede ulteriori controlli e si svolge con tempistiche e modalità differenti. 

Va eseguita valutando parametri ben specifici, come flussi ematici vascolari, segnali color e/o power doppler, misurazioni approfondite di specifici particolari negli organi genitali interni esaminati, spesso in associazione alla valutazione di determinati valori ematochimici – come ad esempio il dosaggio dei marcatori tumorali da personale formato e certificato a livello internazionale.

In Humanitas è presente un ambulatorio di ecografia ginecologica di secondo livello con ginecologi certificati in grado di fornire alle pazienti che ne avessero bisogno l’assistenza adeguata.

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