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Ginecologia

Contraccezione: quali sono i metodi più sicuri?

22/10/2019

Non per tutte le coppie avere figli è una priorità: spesso si cercano metodi contraccettivi funzionali che evitino, appunto, una gravidanza indesiderata.

Abbiamo parlato con la dottoressa Cinzia Bulletti, ostetrica e ginecologa dell’Unità Operativa di Ginecologia di Humanitas, che ci ha spiegato quali siano i metodi per escluderla e, soprattutto, come capire quali siano più adeguati ai diversi bisogni.

 

La contraccezione ormonale: la pillola, il cerotto e l’anello

Utilizzati da milioni di donne in tutto il mondo, questi tipi di contraccettivi, definiti come estroprogestinici (E/P), si basano sull’assunzione di ormoni femminili, estrogeni e progestinici, secondo diverse formulazioni, dosaggi e modalità che saranno definiti dal medico.

L’assunzione può avvenire per bocca (pillola), per assorbimento attraverso la mucosa vaginale (anello) o attraverso la cute (cerotto).

Oltre ad avere una elevata copertura – superiore al 90% di efficacia – gli E/P hanno una serie di vantaggi, alcuni legati al ciclo mestruale (che diventa più regolare, breve, meno doloroso e meno intenso), altri a una serie di patologie a carico dell’apparato genitale (come ad esempio l’endometriosi).

Hanno però diverse controindicazioni e limitazioni: quella più importante è che non proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili, e sono controindicati in caso di specifici fattori di rischio cardiovascolari.

 

La contraccezione ormonale: gli impianti

Un impianto ormonale non è altro che un dispositivo di plastica delle dimensioni di un fiammifero che viene inserito dal medico sottopelle, nel braccio della donna, e prevede una copertura fino a tre anni rilasciando in modo continuativo un ormone progestinico. Una volta rimosso, è possibile ritornare alla precedente fertilità senza problemi. La sua efficacia supera il 99% ed è indicato anche in quelle donne che non possono assumere gli estroprogestinici per motivi medici.

 

Profilattici

Il profilattico è uno dei metodi contraccettivi più diffusi, soprattutto grazie alla facile reperibilità e al prezzo contenuto. Consiste in una guaina in lattice che impedisce agli spermatozoi di entrare in contatto con la vagina durante il rapporto sessuale, raccogliendo il liquido seminale al momento dell’eiaculazione. In base alla correttezza d’uso, la percentuale di efficacia oscilla tra l’82 e il 98%. È sconsigliato in caso di allergie al lattice, a meno che non si reperiscano profilattici specifici in poliuretano. Inoltre protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.

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Diaframma

Il diaframma, metodo contraccettivo femminile, è una coppetta di lattice montata su un anello di metallo che va inserito direttamente nella vagina prima del rapporto sessuale, per poi essere rimosso dopo almeno 8 ore dal rapporto. Il funzionamento è semplice: applicandolo sulla cervice, impedisce agli spermatozoi di raggiungere l’utero, non condiziona in alcun modo la fertilità futura della donna ed è riutilizzabile dopo essere stato accuratamente lavato e asciugato. La capacità contraccettiva se utilizzato correttamente è del 94% circa. Una nota negativa? per posizionarlo correttamente è essenziale una buona familiarità con il proprio corpo e una certa pratica.

 

Metodi meno comuni: preservativo femminile e spirale

Metodo ancora poco utilizzato nel nostro Paese, il preservativo femminile è una guaina di poliuretano trasparente, inserito nella vagina attraverso due anelli flessibili alle estremità, che raccoglie lo sperma e ne impedisce l’ ingresso nell’utero. È in grado di ridurre la trasmissione di alcune malattie sessualmente trasmissibili, come gonorrea, candidosi, clamidia, condilomi.

 

Detta anche IUD (intra uterine device) la spirale è un metodo di contraccezione a lunga durata, che consiste nell’inserimento nell’utero di un dispositivo che previene eventuali concepimenti per un lasso di tempo che va dai tre ai cinque anni circa. Ne esistono due tipologie: la spirale ormonale, che rilascia piccole quantità di progesterone all’ interno dell’utero (che aumenta l’ efficacia contraccettiva); la spirale in rame, che utilizza l’effetto spermicida del rame per bloccare il movimento degli spermatozoi. L’inserimento viene eseguito in ambulatorio ed è minimamente fastidioso.

 

Calendari del ciclo e coito interrotto? No, grazie.

Se una donna ha un ciclo regolare, può cadere nella tentazione di utilizzare un metodo di barriera (come il profilattico), solo durante i giorni di ovulazione, segnandosi sul calendario i giorni in questione e, magari, tenendo nota della temperatura corporea.

Questo approccio ha un margine di errore elevato, in quanto l’ovulazione può avvenire in momenti diversi da quelli previsti, e gli spermatozoi possono rimanere in vita per più tempo di quanto si possa pensare.

Il coito interrotto, ossia l’estrazione del pene dalla vagina poco prima dell’eiaculazione, è quanto di più inaffidabile ci sia: non è raro che una quantità di liquido seminale fuoriesca prima dell’eiaculazione e possa raggiungere l’ovulo.

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