Stai leggendo Diabete di tipo 2, Humanitas in prima linea con un trattamento sperimentale

Diabete

Diabete di tipo 2, Humanitas in prima linea con un trattamento sperimentale

09/11/2018

Coinvolge nove centri di fama internazionale in tutto il mondo, compreso Humanitas, per il trattamento sperimentale del diabete di tipo 2. Questa patologia è soprattutto un importante fattore di rischio per sviluppare malattie cardio-cerebrovascolari (infarto del miocardio, stroke/ictus cerebri) nonché complicanze cosiddette microvascolari che possono portare a cecità, insufficienza renale e dialisi, neuropatie periferiche. La nuova tecnica di endoscopia avanzata chiamata rimodellamento della mucosa duodenale, il primo tratto dell’intestino tenue, si chiama Revita2. Messa a punto grazie ad uno studio in cui hanno preso parte anche i medici di Humanitas, la nuova tecnica viene trattata in maniera multidisciplinare da tre unità operative: l’endoscopia diretta dal professor Alessandro Repici, la diabetologia coordinata dal professor Cesare Berra e l’endocrinologia guidata dal professor Andrea Lania.

 

Lo studio

Lo studio prevede l’arruolamento di pazienti volontari tra 28 e 75 anni affetti da diabete di tipo 2, in terapia con farmaci antidiabetici orali, non sottoposti a terapia iniettiva, con valori di emoglobina glicata compresi tra 7,5 e 10% (indice di alterato compenso metabolico). Humanitas ha partecipato mediante l’arruolamento di 15 pazienti e il loro follow-up per una durata complessiva di 3 anni. Ad oggi sono già disponibili i primi aggiornamenti. Il primo trattamento è stato infatti completato con un decorso che è stato molto favorevole, con pazienti le cui dimissioni sono avvenute in giornata.

“Il completamento di tutte le fasi dello studio permetterà in breve tempo di valutare la bontà della procedura sperimentale – spiega il prof. Repici -. Ottimizzando le risorse del Centro abbiamo migliorato il comfort e l’accoglienza del paziente, garantendo così a coloro che sono stati coinvolti nello studio un punto di riferimento a cui rivolgersi, ma anche sicurezza e continuità di cura”.

Articoli correlati

 

La nuova tecnica di rimodellamento

Attualmente il diabete di tipo 2 viene controllato con terapia non farmacologica (dieta e attività fisica) e farmaci che possono essere assunti per via orale o iniettiva. Sono disponibili diverse classi di farmaci, sempre più specifici, ma ciononostante ancora troppi pazienti non raggiungono il desiderato obiettivo di controllo metabolico. Recenti studi avevano dimostrato che la dieta ipercalorica provoca cambiamenti nella mucosa duodenale, con conseguente alterazione di alcuni segnali ormonali che regolano la glicemia, contribuendo prima alla resistenza all’ormone insulina (il principale regolatore della glicemia), poi alla disfunzione delle cellule beta del pancreas che producono l’ormone e infine all’insorgenza del diabete di tipo 2. Si rendono quindi sempre più necessarie terapie alternative per ottenere risultati più duraturi e la nuova tecnica di rimodellamento della mucosa duodenale si inserisce in questo tentativo. Il rimodellamento è infatti un’esofagogastroduodenoscopia che si avvale di una specifica apparecchiatura in grado di somministrare calore alla mucosa duodenale, in modo puntuale e accurato e per brevissimo tempo. Agendo sulla mucosa intestinale il calore ripristina la normale composizione degli ormoni prodotti dall’intestino, migliorando così il controllo della glicemia e di conseguenza del diabete.

Articoli che potrebbero interessarti

Non perderti i nostri consigli sulla tua salute

Registrati per la newsletter settimanale di Humanitas Salute e ricevi aggiornamenti su prevenzione, nutrizione, lifestyle e consigli per migliorare il tuo stile di vita