Stai leggendo Smog e diabete, c’è correlazione?

Diabete

Smog e diabete, c’è correlazione?

19/10/2018

Vivere in zone con l’aria inquinata aumenta il rischio di diabete di tipo 2, al punto che il 14% dei casi che si verificano nel mondo potrebbe essere legato a questa causa. Lo afferma uno studio della Washington University di Saint Louis pubblicato da Lancet Planetary Health. Ne parliamo con il dottor Cesare Berra, Responsabile Sezione Malattie Metaboliche dell’unità di Diabetologia presso Humanitas.

 

Smog e diabete, quale relazione?

Il diabete mellito di tipo 2 (chiamato anche diabete mellito non insulino-dipendente) o diabete dell’adulto, è una malattia metabolica, caratterizzata da glicemia alta in un contesto di insulino-resistenza e insulino-deficienza relativa. Differente dal diabete mellito di tipo 1, in cui vi è una carenza assoluta di insulina a causa della distruzione delle Isole di Langerhans del pancreas, questa patologia rappresenta circa il 90% dei casi di diabete, con il restante 10% dovuto principalmente al diabete mellito tipo 1 e al diabete gestazionale.

I ricercatori della Washington University di Saint Louis hanno analizzato i dati di 1,7 milioni di persone seguite in media per 8,5 anni, confrontando il loro stato di salute con i tassi di inquinamento registrati dalle centraline in prossimità delle loro residenze. Dai dati è emersa una forte correlazione tra inquinamento e diabete: circa il 21% dei soggetti esposti ad un livello di smog tra 5 e 10 microgrammi per metro cubo ha sviluppato la malattia, mentre per quelli tra 12 e 14 la percentuale è risultata del 24%. Il maggior rischio è stato poi confrontato con i dati sul diabete di tutto il mondo.

Secondo gli autori dello studio, l’inquinamento contribuirebbe all’insorgenza di almeno 3,2 milioni di casi di diabete di tipo 2 all’anno e il rischio è maggiore per i paesi a reddito più basso, come l’India o l’Afghanistan, che non possono in alcun modo mitigarne gli effetti.

Articoli correlati

 

Il parere di Humanitas

Il diabete tipo 2 è una patologia o meglio un insieme di differenti sindromi a genesi polifattoriale, cioè la cause possono davvero essere molte, sia genetiche che ambientali. “Questo studio pone l’attenzione su una causa ambientale sinora poco indagata, dimostrando come possa anche l’inquinamento entrare a fare parte delle numerose cause che generano il diabete tipo 2 – ha detto il dottor Berra -. Oltre alla dieta e all’alimentazione, quali altri fattori di rischio entrano in gioco nella insorgenza di questa patologia? La familiarità prima di tutto, poi l’obesità ed il sovrappeso, ma anche l’essere affetti da ipertensione, il pregresso riscontro di glicemie non normali, il diabete sviluppato durante una gravidanza”.

Esiste un semplice algoritmo che si chiama diabetes risk score basato su 8 punti (età, BMI, circonferenza vita, attività fisica, dieta corretta, assunzione di farmaci anti-ipertensivi, familiarità e glicemia alterata) che aiuta nell’individuazione dei soggetti a maggiore rischio. In questi soggetti, oltre a raccomandare un controllo degli esami del sangue a cadenza almeno annuale bisogna enfatizzare la modifica di stile di vita per scongiurare la presenza della malattia.

Articoli che potrebbero interessarti

Non perderti i nostri consigli sulla tua salute

Registrati per la newsletter settimanale di Humanitas Salute e ricevi aggiornamenti su prevenzione, nutrizione, lifestyle e consigli per migliorare il tuo stile di vita