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Cuore e sistema cardiovascolare

Pelle e pressione arteriosa, quale correlazione?

08/10/2018

La pelle ha un ruolo nella regolazione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca quando l’ossigeno a disposizione è scarso? Secondo una ricerca condotta dall’Università di Cambridge e dal Karolinska Institute di Solna in Svezia, la risposta potrebbe essere affermativa. Abbiamo parlato con la dottoressa Daniela Pini, specialista in cardiologia dello scompenso in Humanitas, di come l’organismo reagisce quando ha “fame” di ossigeno e dei rischi collegati all’ipertensione.

 

In che modo la pelle regola la pressione?

Le cause possono essere diverse e vanno dall’inquinamento, fumo o obesità o più semplicemente dal fatto che un soggetto si trova ad alta quota. Quando un tessuto però riceve poco ossigeno il flusso di sangue aumenta. L’incremento viene controllato da una famiglia di proteine, identificate dalla sigla Hif, prodotte dalla pelle. Dagli esperimenti condotti in laboratorio è emerso che alterazioni nella produzione da parte della pelle di queste proteine interferiscono con la risposta agli scarsi livelli di ossigeno, influenzando la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la temperatura cutanea e i livelli generali di attività degli organismi studiati. Secondo gli esperti, questo suggerisce che la pelle svolga un ruolo importante nel controllo della pressione sanguigna quando l’ossigeno scarseggia.

“Questi risultati suggeriscono che la risposta della nostra pelle ai bassi livelli di ossigeno può avere effetti sostanziali sul modo in cui il cuore pompa il sangue nell’organismo – ha spiegato Andrew Cowburn, che ha diretto lo studio -. La bassa presenza di ossigeno, temporanea o prolungata, è una condizione comune e può essere correlata all’ambiente naturale o a fattori quali il fumo e l’obesità. Speriamo che il nostro studio ci aiuti a comprendere meglio come la risposta del nostro corpo a queste condizioni possa aumentare il rischio o possa addirittura causare l’ipertensione”.

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Il parere di Humanitas

“Questo studio è interessante, perché mostra come la pelle, il nostro organo più esteso, ma sorprendentemente poco indagato, abbia un ruolo rilevante nella risposta del sistema cardiovascolare alla mancanza di ossigeno – ha affermato la specialista -. Tale ruolo appare mediato dalla famiglia delle proteine Hif. I meccanismi con cui queste proteine esercitano la loro azione sul sistema cardiovascolare potrebbero diventare il bersaglio di nuove strategie per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, una condizione molto comune, importante fattore di rischio cardiovascolare, ma sotto-trattata. Altra potenziale implicazione assai interessante di questo studio è che la pelle potrebbe diventare il punto d’intervento preferito per la prevenzione o per il trattamento dell’ipertensione, aprendo il campo ad approcci innovativi, quali, estremizzando forse un po’, terapie topiche per l’ipertensione”.

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