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Cuore e sistema cardiovascolare

Fitness trackers e app, ecco perché possono aiutare

16/03/2018

Si va dall’applicazione per contare i passi che si fanno in una giornata (con conseguente report delle calorie bruciate) all’orologio multifunzionale in grado di tracciare un resoconto completo della qualità del nostro sonno. Esistono anche le applicazioni pensate per preparare un programma di allenamento utile come tabella di marcia da seguire anche ai neofiti del fitness e i dispositivi medici certificati che possono raccogliere una serie di dati clinici di pazienti affetti da patologie per cui è necessario un monitoraggio costante. Ne parliamo con la professoressa Daniela Lucini, responsabile della sezione di Medicina dell’esercizio di Humanitas.

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Cosa può monitorare un’app professionale

Fra le tante cose che un fitness tracker può fare, una delle più utili è quella di monitorare la qualità del nostro sonno, a patto di essere in possesso di un dispositivo medico certificato e non di un dispositivo amatoriale e privo di certificazioni. Riposare bene mette il nostro corpo e la nostra mente nella condizione di concentrarsi al meglio, riduce l’appetito e può influenzare significativamente la qualità del nostro umore. Un’altra attività che un dispositivo medico è in grado di tracciare con precisione è la frequenza cardiaca. Dopo due o tre settimane è di solito possibile tracciare un bilancio dell’attività del cuore. È bene considerare che i comuni cardiofrequenzimetri sono in grado solo di offirci un feedback generico delle nostre pulsazioni. Un dispositivo medico invece dà la possibilità di associare con precisione l’oscillazione delle pulsazioni all’attività svolta, aiutandoci a riconoscere le situazioni di stress potenzialmente dannose per il nostro organismo.

 

Un nuovo modello di assistenza

Acquisire dati costanti sui propri parametri fisici e sui propri bioritmi apre la via ad un nuovo ed innovativo modello di assistenza sanitaria. Monitorare il soggetto affetto da una patologia sul lungo periodo dà infatti allo specialista un considerevole vantaggio nella fase diagnostica e consente di individuare una terapia molto più mirata. Allo stesso tempo è interessante lo scenario che questi dispositivi potrebbero presto offrire nell’ambito della prevenzione. Conoscere sé stessi, le proprie abitudini e i propri punti deboli consente infatti di modificare il proprio stile di vita, rendendolo più salutare e consapevole e mettendo in atto una vera prevenzione in grado di proteggerci dall’insorgenza di numerose patologie invalidanti che altro non sono che la sommatoria di piccoli atti quotidiani dannosi, alla lunga, per la nostra salute.

 

L’importanza di essere seguiti da una medico

 

In medicina il “fai da te” è sempre da evitare. Il solo fatto di essere in possesso di un dispositivo medico certificato non deve darci l’impressione di essere in grado di fare una autodiagnosi: i dati raccolti vanno sempre mostrati ad uno specialista, l’unico in grado realmente di leggerli, analizzarli e usarli realmente a nostro vantaggio.

“I device in grado di leggere parametri biometrici sono tanti – ha commentato la professoressa Daniela Lucini, responsabile della sezione di Medicina dell’esercizio di Humanitas -: escludendo quelli non professionali, ci troviamo di fronte a degli strumenti che possono avere una propria utilità a patto di non confondere il fine con il mezzo. Ricordiamoci che si tratta sempre e solo di ‘mezzi’ che possono essere d’aiuto solo se affiancati da un programma di supervisione medico”.

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