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Dolore cronico

Contro il dolore al coccige un grande aiuto dalle onde d’urto

05/02/2018

Una presenza muta di cui spesso ci si ricorda quando si avverte dolore, magari dopo una caduta. È il coccige, l’ultima traccia della presenza della coda dei Mammiferi nell’uomo: «È il tratto terminale della colonna vertebrale, con quattro/cinque vertebre fuse tra loro, immobili a differenze delle altre vertebre del rachide», spiega la dottoressa Lara Castagnetti, osteopata e specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa di Humanitas.

Un trauma alla zona sacrale (il coccige si articola con l’osso sacro nell’articolazione sacro-coccigea) può causare dolore al coccige. In questo caso si parla di coccigodinia: «Può capitare a tutti di cadere all’indietro e di subire un trauma in quest’area, in particolare a chi pratica certi sport come l’equitazione, lo snowboard o il pattinaggio su ghiaccio», aggiunge la specialista.

Un dolore acuto e poi sordo

Dopo la caduta l’individuo avvertirà certamente dolore e il trauma potrà lasciare un’ecchimosi: «L’impatto può essere molto forte e addirittura causare una frattura del coccige. Ma il trauma potrà anche causare una sublussazione, con l’ultimo tratto del coccige che si muoverà verso l’interno. Un esame radiografico valuterà l’esito del trauma in questi termini mentre per rilevare l’eventuale infiammazione dell’osso sarà necessaria una risonanza che renderà visibile l’edema del tessuto osseo», spiega la dottoressa Castagnetti.

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Quando non si è caduti ma si sente dolore, individuare le sue cause è più complicato: «Il dolore potrebbe ad esempio essere imputato a problemi posturali. È quello che può capitare a chi ha l’osso sacro in posizione più orizzontale rispetto alla fisiologica posizione verticale. La deviazione del sacro, con un’alterazione della curva del rachide, può avere ripercussioni anche sul coccige. La sedentarietà e una postura viziata, con il bacino in avanti, scivolando verso il bordo della sedia, favoriscono il dolore. In altri casi, invece, questo potrebbe essere il risultato della compressione di una radice nervosa».

Anche altri tessuti possono essere coinvolti nell’insorgenza della coccigodinia e sempre non nel caso di trauma: «Sono i muscoli del pavimento pelvico, una sorta di amaca che chiude la parte bassa della pelvi. Questi muscoli si inseriscono sul coccige e quindi una disfunzione coccigea può dare problemi, attraverso il pavimento pelvico, anche durante la defecazione o nei rapporti sessuali».

Il tipo di dolore è un tratto distintivo della coccigodinia: «Il dolore è prima acuto ma poi tende a persistere nel tempo come dolore più sordo. Si attivano i meccanismi del dolore cronico e nella zona si continua ad avvertire fastidio, ad esempio quando si è seduti a lungo».

Onde acustiche e trazioni

Un’opzione di trattamento vantaggiosa è l’osteopatia: «Lo specialista eseguirà delle trazioni e delle manovre sul rachide e sulle ossa del bacino per riequilibrare la postura ma anche per rilasciare tutte le altre strutture. L’osteopata esegue una valutazione d’insieme e interviene anche sul rilascio dei legamenti e dei muscoli che si inseriscono sul coccige». Se lo stretching si rivela poco utile il massaggio potrebbe dare qualche beneficio, «sempre allo scopo di rilasciare i muscoli».

In acuto, per alleviare il dolore, si potranno assumere dei farmaci antinfiammatori. Per contenere le probabilità di sentire dolore nei giorni successivi ci si potrà sedere più comodamente su dei cuscini appositi, «oppure, se si è costretti a stare seduti per molto tempo, è bene alzarsi e camminare per qualche metro», consiglia la dottoressa Castagnetti.

Un’altra terapia efficace è quella con onde d’urto, una terapia sinergica con il trattamento osteopatico: «Il paziente si sottopone ad alcune sedute per beneficiare dell’azione di queste particolari onde acustiche. È una procedura non invasiva che serve a eliminare l’infiammazione. Una controindicazione potrebbe essere la presenza dell’ematoma post traumatico, quindi nel trauma appena accorso. Una volta riassorbito si potrà intervenire con le onde d’urto. Un’altra possibile terapia fisica a cui si può ricorrere in caso di dolore al coccige – conclude la dottoressa – è la laserterapia».

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