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Alimentazione

Cuore, più proteine vegetali per proteggerlo?

31/01/2018

Le linee guida per una corretta alimentazione sottolineano sempre l’importanza dei prodotti vegetali. Il leitmotiv è “più frutta, verdura e cereali integrali”, con l’aggiunta di legumi e frutta secca. Un regime alimentare che veda protagonisti questi prodotti è certamente alleato del benessere generale e di quello cardiovascolare. Diversi studi hanno confermato i benefici dell’apporto di questi alimenti per la salute. Da ultimo uno studio pubblicato su Journal of the American Heart Association: sostituire una o due porzioni di proteine animali con quelle vegetali ogni giorno potrebbe portare a una riduzione di tre marcatori della presenza di grassi nel sangue di circa il 4%. Ne parliamo con la dottoressa Maddalena Lettino del Dipartimento cardiovascolare di Humanitas.

Meno colesterolo

Ciò su cui si sono concentrati i ricercatori è stato l’impatto sul profilo lipidico di diete nelle quali le proteine animali come carne, prodotti derivati dal latte, uova o altre alternative fossero sostituiti da proteine vegetali. Il team di ricerca del St. Michael’s Hospital di Toronto (Canada) ha revisionato 112 studi nei quali i partecipanti, per almento tre volte a settimana, avevano mangiato prodotti di origine vegetale, come soia, noci, fagioli, piselli, lenticchie al posto di quelli di origine animale.

È emerso che la sostituzione di una o due porzioni di alimenti proteici era associata a un miglioramento del profilo lipidico di circa il 4% negli adulti con e senza iperlipidemia. I tre marcatori considerati sono il colesterolo LDL o colesterolo “cattivo”, il colesterolo non-HDL, ovvero le lipoproteine non ad alta densità, e l’alipoproteina B.

Il colesterolo LDL è la sostanza che si accumula lungo le pareti dei vasi sanguigni e che contribuisce alla formazione di placche aterosclerotiche. Ricordiamo che l’aterosclerosi è la condizione che fa aumentare il rischio di eventi cardiovascolari avversi come l’infarto, ictus e arteriopatia periferica. L’alipoproteina B è invece la sostanza “complice” del colesterolo cattivo che contribuisce a ostruire le arterie.

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Merito delle fibre?

Ma da dove deriverebbe questo effetto al ribasso sul colesterolo? I meccanismi potrebbero essere diversi, si legge nella ricerca. Uno sarebbe legato all’apporto di altri nutrienti presenti nei prodotti con proteine vegetali: «Questi – spiega la dottoressa Lettino – costituzionalmente contengono sostanze come gli steroli vegetali e le fibre solubili, a differenza delle proteine animali. È noto come le fibre possano contribuire a ridurre la concentrazione di colesterolo nel sangue. Le proteine animali, invece, contengono grassi saturi e colesterolo che favoriscono un peggioramento del profilo lipidico individuale».

La dislipidemia resta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari. È però un fattore di rischio modificabile e, attraverso l’apporto regolare di frutta, verdura e legumi con l’alimentazione, si può ottenere una riduzione della colesterolemia e dell’accumulo di colesterolo nelle pareti dei vasi sanguigni.

«Il fine ultimo è sempre quello del contrasto del colesterolo “cattivo” e della riduzione della colesterolemia. Tutti gli interventi che modificano il colesterolo LDL sia direttamente che indirettamente, come suggerito dalla ricerca con l’apporto di proteine vegetali, hanno un effetto positivo sulla salute cardiovascolare», conclude la dottoressa Lettino.

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