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Intestino e digestione

Morbo di Crohn, perché si confonde (spesso) con altri disturbi intestinali

12/01/2018

Il morbo di Crohn è una patologia infiammatoria dell’intestino, tutt’altro che rara e in continuo aumento, che si manifesta con seri dolori e gonfiori intestinali, talvolta anche con ascessi, fistole e stenosi, cioè restringimento intestinale. «Esattamente gli stessi sintomi di altre patologie infiammatorie intestinali come l’intestino irritabile, con cui il morbo di Crohn è spesso confuso – spiega il professor Silvio Danese, responsabile del Centro malattie infiammatorie croniche intestinali dell’Istituto Humanitas – ma anche di altri disturbi dovuti all’ingestione di corpi estranei. In letteratura, infatti, non sono rari i casi di infiammazioni intestinali con sintomi simili al morbo di Crohn ma dovute invece all’ingestione di stuzzicadenti, che rappresentano il 10% di tutti i casi, seguiti dall’ingestione di aghi per cucire, ossicini di pollo e lische di pesce, ma anche pezzetti di bustine di plastica, come accaduto a una giovane donna inglese curata, senza successo, per sei anni proprio per il morbo di Crohn. Sebbene non rari, tuttavia quello che stupisce nel caso della donna inglese è che la diagnosi corretta, e quindi la rimozione dei corpi estranei, sia avvenuta dopo così tanto tempo. In genere, se dopo un mese di terapia specifica con cortisonici per il morbo di Crohn, non si hanno dato risultati, si rivaluta il caso».

 

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Come si arriva alla diagnosi di morbo di Crohn?

«Non esistendo un test specifico per questa patologia, la diagnosi procede come in un puzzle – continua lo specialista -, partendo da esami di laboratorio quali, per esempio, l’emocromo e la proteina C reattiva, cioè uno dei segnali di infiammazione, seguiti da una endoscopia con esame istologico, TAC o l’ecografia delle anse intestinali, o una Risonanza magnetica o una enteroscopia con biopsie. Se non bastasse, la chirurgia esplorativa, cioè un intervento chirurgico, aiuta a capire e vedere la situazione intestinale oltre a intervenire direttamente rimuovendo la causa del problema in caso di corpi estranei, come nella paziente inglese. Tuttavia, bisogna tenere presente che anche alcuni tumori intestinali possono “mimare” sia il quadro radiologico sia i sintomi del morbo di Crohn, e per questo è necessario arrivare a chiarire rapidamente la diagnosi. Infine, dal momento che il morbo di Crohn è spesso confuso per intestino irritabile, l’Organizzazione internazionale di malattie infiammatorie croniche dell’intestino ha realizzato un vademecum per i medici di base al fine di effettuare una prima distinzione tra le due patologie per arrivare alla diagnosi e quindi alla terapia per il morbo di Crohn prima che si siano già create complicanze pericolose».

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