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Ginecologia

Endometriosi, con l’allattamento al seno diminuisce il rischio?

20/11/2017

L’endometriosi è una delle patologie ginecologiche più diffuse. In Italia, secondo il ministero della Salute, sarebbero circa tre milioni le donne colpite. Non si sa molto sui suoi possibili fattori di rischio o sugli elementi protettivi su cui far leva per la prevenzione. Da un recente studio pubblicato su British Medical Journal sono emerse alcune indicazioni relative a una possibile associazione tra una riduzione del rischio di endometriosi e l’allattamento al seno: «È il primo studio che analizza in modo così specifico e su lungo periodo il rapporto tra endometriosi e allattamento al seno. È ovvio che questi dati andranno validati con successivi studi prospettici», dice la dottoressa Elena Zannoni, Responsabile di chirurgia conservativa ed endoscopica e specialista di Humanitas Fertility Center.

La ricerca

Un team di ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston (USA) ha analizzato dei dati relativi a uno studio condotto su circa 120 mila donne, il Nurses’ Health Study II, avviato nel 1989. Le donne sono state seguite per oltre vent’anni. Delle partecipanti in poco meno di 3mila e 300 avevano ricevuto una diagnosi chirurgica di endometriosi dopo la prima gravidanza.

Gli autori dello studio hanno visto per quanto tempo ogni donna avesse allattato, se lo avesse fatto esclusivamente, ovvero senza la contemporanea somministrazione di latte in polvere o cibi solidi, e quanto tempo fosse passato tra il parto e il ritorno delle mestruazioni (durata dell’amenorrea postparto).

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I risultati

Dall’analisi è emerso che, per ogni tre mesi in più di allattamento, le donne avevano un rischio ridotto dell’8% di endometriosi; la riduzione era maggiore per le mamme che avevano allattato in modo esclusivo: meno 14%. Considerando invece più gravidanze, quindi l’intera vita riproduttiva delle donne, il rischio si riduceva del 30% a fronte di almeno 18 mesi totali di allattamento al seno.

I ricercatori hanno valutato il ruolo dell’amenorrea postparto. Questa influenzava solo parzialmente l’effetto positivo sulla riduzione del rischio di endometriosi. L’indicazione è che, dunque, l’allattamento al seno potrebbe influenzare il rischio di sviluppare la patologia anche attraverso altri meccanismi, ad esempio per via ormonale. In ogni caso non è possibile poter sostenere con certezza se le donne che allattano hanno meno chance di sviluppare la malattia in sé o di manifestare sintomi così severi da indicare una loro valutazione chirurgica.

«Poiché sono pochi i fattori al momento riconosciuti come potenzialmente contenitivi delle problematiche dell’endometriosi (una malattia profondamente invalidante per alcune donne), se fosse dimostrato il nesso benefico tra l’allattamento prolungato al seno e il minor rischio di endometriosi, questo potrebbe rafforzare la spinta all’allattamento, aggiungendosi un ulteriore, importante, motivo alla sua effettuazione. Ginecologi e ostetrici in primis, ma anche i medici di famiglia e tutti coloro che si occupano di sanità, dovrebbero quindi effettuare campagne d’informazione su questo argomento», sottolinea la dottoressa.

La prevenzione

In ogni caso come poter ridurre il rischio di endometriosi? «Uno dei principali motivi per cui avviene è la presenza dei cicli mestruali – risponde la specialista. Il modo per contrastare lo sviluppo della patologia è quello di ridurre i cicli mestruali, infatti in post menopausa la malattia è assente, così pure come nelle pazienti che hanno avuto gravidanze. L’utilizzo della pillola in età fertile e la gravidanza sono allo stato attuale dell’arte i principali metodi che contrastano con lo sviluppo dell’endometriosi».

«Seppur in mancanza di dati definitivi, anche un certo tipo di alimentazione che non provochi la stimolazione di ormoni femminili e riduca i processi infiammatori, potrebbe contrastare la patologia. Corretto quindi ridurre il consumo di soia, carni, caffeina e preferire cibi ricchi di fibre, omega 3, aumentando, nel contempo, l’apporto di frutta e verdura», conclude la dottoressa.

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