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Cuore e sistema cardiovascolare

Insufficienza mitralica, affanno e palpitazioni i sintomi principali

31/10/2017

L’insufficienza mitralica è una condizione caratterizzata da un difetto di funzionamento della valvola mitrale che separa le due camere di sinistra del cuore. È più comune nella terza età, in particolare dopo i 75 anni, e può associarsi anche ad altre patologie cardiache. Ne parliamo con la dottoressa Daniela Pini, medico internista e cardiologo di Humanitas.

La valvola mitrale

La valvola mitrale è costituita da un anello, da due lembi e da due muscoli papillari (uno per ciascun lembo), che connettono mediante le corde tendinee i lembi al miocardio ventricolare e, contraendosi in sistole, li mantengono “chiusi”. La valvola mitrale separa l’atrio sinistro dal ventricolo sinistro. Il sangue, che normalmente dovrebbe essere pompato dal ventricolo sinistro verso gli altri organi attraverso l’aorta, ritorna invece, in parte, nell’atrio e da lì nei polmoni, perché la valvola non si chiude in modo adeguato. Questa anomalia costringe il cuore a un sovraccarico di lavoro.

L’insufficienza funzionale

L’insufficienza mitralica può essere di due tipi: primitiva o funzionale. Nella primitiva il difetto di chiusura della valvola è dovuto a un’alterazione anatomica delle strutture che la compongono. Questa forma colpisce prevalentemente le persone anziane. Nell’insufficienza mitralica funzionale, invece, la valvola è anatomicamente normale e il difetto di chiusura è secondario a deficit contrattili del ventricolo sinistro localizzati, come è il caso della cardiopatia ischemica, oppure globali, come è il caso dello scompenso cardiaco. Dice la dottoressa Pini. «Nel caso della cardiopatia ischemica, l’ipoperfusione o un infarto che interessino un muscolo papillare ne impediscono la contrazione in sistole, cosicchè la valvola non si chiude più bene».

 

 

«Nel caso dello scompenso cardiaco associato a cardiomiopatia dilatativa – continua la specialista – i muscoli papillari si allontanano l’uno dall’altro e così facendo esercitano tensione sui lembi che non si chiudono più completamente. La terapia farmacologica dello scompenso, in virtù dei suoi effetti favorevoli sul rimodellamento ventricolare sinistro, può prevenire l’insorgenza dell’insufficienza mitralica o ridurne l’entità».

I sintomi

L’insufficienza mitralica può essere a lungo asintomatica, soprattutto se progredisce gradualmente. «I sintomi che possono far pensare a questa condizione sono l’affanno ma anche le palpitazioni dal momento che questa condizione può essere accompagnata da fibrillazione atriale. Questa forma di aritmia può inoltre peggiorare l’insufficienza mitralica funzionale».

Un ulteriore elemento peggiorativo dell’insufficienza è l’ipertensione: «Dopo la stenosi aortica, l’insufficienza mitralica è la seconda patologia valvolare su base degenerativa più frequente. È tipica del paziente anziano che tendenzialmente non è un candidato ideale all’intervento chirurgico per la correzione dell’insufficienza. In questo contesto un buon controllo dell’ipertensione è importante per ridurre l’entità dell’insufficienza mitralica», conclude la dottoressa Pini.

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