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Ginecologia

Cistite, come cambia il rischio dopo la menopausa?

16/10/2017

 

Una cistite, ovvero l’infezione della vescica accompagnata dalla sua infiammazione, può manifestarsi in ogni fase della vita della donna. Tuttavia la menopausa rappresenta un momento decisivo: «L’uscita dal periodo fertile si accompagna a un aumento del rischio», ricorda il dottor Alberto Saita, urologo di Humanitas.

Perché si è più a rischio

Le infezioni del tratto urinario interessano principalmente l’uretra e la vescica. I batteri presenti nella parte terminale dell’intestino, vicino l’ano, o nella vagina, possono contaminare l’uretra e da qui entrare nella vescica causando infezione e dunque infiammazione. La conformazione anatomica dell’apparato uro-genitale della donna la espone a un rischio maggiore: l’uretra è più corta di quella dell’uomo e i batteri possono risalire facilmente nella vescica.

(Per approfondire leggi qui: Cistite, cosa è meglio bere con l’infezione in corso?)

Dopo la menopausa la donna è ancora più esposta al rischio di cistite: «Con il calo del livello ormonale, in particolare degli estrogeni e anche a livello locale, si modifica l’habitat della flora batterica. Inoltre – sottolinea il dottor Saita – si riduce il tono dei tessuti dell’uretra e sono più frequenti le perdite di urina. Tutto questo rende la donna più vulnerabile alla contaminazione batterica».

 

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La prevenzione

I consigli utili per contenere il rischio di cistite dopo la menopausa comprendono anche le raccomandazioni date alle donne in età fertile: «È importante svuotare la vescica completamente e quando si avverte lo stimolo; mantenere una buona idratazione per la diuresi; seguire una dieta ricca di fibre per scongiurare la stipsi e ridurre la presenza dei batteri nell’intestino; svuotare la vescica prima e dopo un rapporto sessuale; curare l’igiene intima».

Oltre a questi ce ne sono di mirati per le donne in post menopausa: «È possibile assumere dei farmaci per ripristinare l’habitat della flora batterica, ad esempio applicando delle pomate con estrogeni ad azione locale, e migliorare il tono dei tessuti dell’uretra. In questo modo – conclude il dottor Saita – si aumentano le difese dell’organismo contro la risalita dei batteri dall’uretra alla vescica».

(Per approfondire leggi qui: Cistite, in caso di recidive una mano dall’acido ialuronico)

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