Intestino e digestione

Salmonella, per la terapia utili anche i probiotici

06/07/2017

Un gesto semplice come quello di lavarsi le mani è una potente misura di prevenzione delle intossicazioni alimentari. Tra le infezioni più comuni c’è la salmonellosi dovuta all’ingestione di acqua e cibi contaminati dalla salmonella. Si tratta di un genere di batteri che vivono nel tratto intestinale di uomini e animali: la sua trasmissione è per via oro-fecale. «Nella maggioranza dei casi, la salmonellosi è un’infezione che si “autolimita” e si risolve in pochi giorni», ricorda la dottoressa Beatrice Salvioli, gastroenterologa di Humanitas.

Le fonti di infezione sono l’acqua non potabile e diversi alimenti: le uova, responsabili del 50% delle epidemie di salmonellosi, ricorda l’Istituto superiore di Sanità, la carne cruda e il latte non pastorizzato. Anche i derivati delle carni, soprattutto se poco cotti, o i preparati che contengono uova crude, come il gelato, le salse e i condimenti, possono trasmettere l’infezione.

 

Le regole per la prevenzione

Per questo bisogna evitare o limitare al massimo il consumo di questi cibi crudi: la cottura è in grado di eliminare il battere. La prevenzione della salmonellosi passa attraverso semplici regole comportamentali e di igiene, tra cui:

  • lavarsi le mani prima e dopo aver manipolato alimenti crudi;
  • lavare accuratamente frutta e verdura prima di passare alla preparazione     dei pasti;
  • pulire per bene gli utensili utilizzati in cucina e usarne diversi per gli     alimenti crudi e cotti;
  • separare i cibi crudi da quelli cotti;
  • bere latte pastorizzato.

(Per approfondire leggi qui: Infezione da Escherichia coli, la verdura va sempre lavata con cura)

L’infezione si manifesta con sintomi tipici del tratto gastrointestinale come vomito, nausea, diarrea, ma anche crampi muscolari e febbre. Le forme più gravi di salmonellosi si verificano soprattutto in soggetti più a rischio come gli anziani, i bambini e i soggetti immuno-compromessi. Anche le donne in gravidanza rientrano fra le categorie più a rischio.

«Generalmente – spiega la dottoressa Salvioli – la terapia è di “supporto”, ovvero con la somministrazione di soluzioni orali reidratanti per ripristinare l’acqua e i sali persi con il vomito e la diarrea, e con probiotici. Si sconsiglia di utilizzare antidiarroici, come la loperamide, in quando la diarrea è il meccanismo di difesa usato dall’organismo per espellere i germi. L’utilizzo degli antibiotici è sconsigliato poiché potrebbe allungare i tempi di persistenza dei batteri nell’organismo. L’ospedalizzazione e l’uso di antibiotici sono indicati solo in casi gravi e nei neonati al di sotto dei tre mesi di età».

 

Cosa mangiare con i sintomi in corso?

«Durante le fasi acute di infezione da Salmonella è consigliabile bere molta acqua a temperatura ambiente; una dieta in bianco, ovvero cibi non conditi con sughi, senza frutta e verdura almeno fino a che non scompare la dissenteria; evitare latte, creme e dolci», conclude la specialista.

(Per approfondire leggi qui: Sicurezza alimentare, il cibo contaminato causa oltre 200 malattie)

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