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Celiachia, nei bambini attenzione ad alterazioni dell’umore e apatia

30/05/2017

La celiachia è una malattia che può essere diagnosticata a qualsiasi età. Quello che è fondamentale è che la diagnosi arrivi il più tempestivamente possibile, per evitare che la patologia possa peggiorare e che i danni arrecati dal glutine all’intestino si aggravino. Le stime in Italia parlano di 600 mila celiaci attesi ma di questi solo una quota ha ricevuto una diagnosi. E se il sospetto di celiachia sorge per un bambino? L’abbiamo chiesto alla dottoressa Paoletta Preatoni, gastroenterologa ed endoscopista digestiva di Humanitas.

La celiachia nei bambini può presentarsi con i tradizionali sintomi gastrointestinali con l’introduzione del glutine dopo lo svezzamento ma non è uno scenario così scontato: «Purtroppo anche la presentazione nei bambini può essere subdola; devono essere considerati, per esempio, alterazioni del tono dell’umore, irritabilità, apatia, ripetuti mal di pancia, bassa statura come piccoli segnali a cui prestare attenzione nel sospetto di malattia celiaca specialmente nella fascia di età fra i cinque e i sette anni. Nei bambini più piccoli, sotto i due anni, è più facile invece che ci sia la presentazione in forma classica», spiega la dottoressa Preatoni.

Per i bambini con familiarità sono previste particolari attenzioni

«I figli di pazienti celiaci devono essere screenati dal punto di vista sierologico anche in assenza di sintomi. Potrebbe essere utile, nel caso di assenza di sintomi e sierologia negativa, la tipizzazione HLA che, se negativa, rende inutile lo screening successivo». La tipizzazione HLA è un test di suscettibilità che valuta la maggiore o minore predisposizione a sviluppare la celiachia.

(Per approfondire leggi qui: Celiachia, per i bimbi stop alla biopsia: diagnosi solo con esame del sangue)

Per aumentare la consapevolezza sulla malattia celiaca l’AIC, l’Associazione Italiana Celiachia, ha promosso la Settimana Nazionale della Celiachia in programma, quest’anno, dal 13 al 21 maggio. Fra le iniziative a cui collabora l’associazione ce n’è una che vedrà proporre in oltre 700 istituti scolastici dei menu gluten-free. Com’è noto, la dieta con la totale eliminazione del glutine, da seguire per tutta la vita, è l’unica terapia disponibile in caso di celiachia, a qualsiasi età: «La terapia, sia negli adulti che nei bambini, è la dieta glutino priva mentre l’importanza della diagnosi precoce nel bambino è quella di prevenire possibili complicazioni legate al malassorbimento come, per esempio, il ritardo di crescita», ricorda la specialista.

Prodotti gluten-free: cosa contengono?

Oltre ai prodotti naturalmente privi di glutine, per chi deve seguire un tale regime alimentare è possibile acquistare i prodotti industriali gluten-free. Uno studio presentato all’ultimo congresso dell’European Society for Paediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition ha documentato un diverso profilo nutrizionale di questi alimenti rispetto ai corrispettivi prodotti contenenti glutine. In particolare sarebbe diverso l’apporto calorico e quello proteico, quest’ultimo fino a tre volte inferiore di quelli con glutine. La ricerca ha valutato 654 prodotti senza glutine. È emerso che i pani gluten-free contenevano più grassi e grassi saturi; che la pasta senza glutine aveva un contenuto significativamente inferiore di zuccheri e proteine; che i biscotti senza glutine avevano meno proteine ma grassi.

(Per approfondire leggi qui: Una dieta senza glutine fa bene solo a chi ha la celiachia)

«Purtroppo i prodotti senza glutine hanno una composizione diversa rispetto a quelli con glutine, più ricchi di acidi grassi saturi, più poveri di fibre, eccetera, per cui è importante variare tra la numerosa varietà di prodotti in commercio e utilizzare maggiormente riso, mais (granoturco), grano saraceno, amaranto, miglio e quinoa che sono alimenti naturalmente senza glutine e sono la base per cucinare ricette fantastiche e piatti ottimi, che non faranno rimpiangere il frumento e la farina bianca», conclude la dottoressa Preatoni.

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