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Attività fisica, protegge il cuore anche in caso di sovrappeso e obesità

17/04/2017

Muoversi e sudare fa bene al cuore nonostante i chili in eccesso. I benefici che derivano dell’attività fisica riuscirebbero ad arginare l’impatto del sovrappeso e dell’obesità sulla salute cardiovascolare nelle persone di mezza età e ancora più grandi. È la conclusione di uno studio realizzato dall’Erasmus University Medical Centre di Rotterdam (Olanda) e pubblicato su European Journal of Preventive Cardiology.

Oltre 5mila e 300 individui di età compresa fra 55 e 97 anni (70 anni in media) sono stati presi in esame dai ricercatori. Nel momento in cui sono stati arruolati per lo studio non presentavano problemi di natura cardiovascolare. Dei dati raccolti, ovvero alimentazione, dipendenza dal fumo di sigaretta, familiarità per infarti prematuri, consumo di alcolici, livelli di attività fisica e Indice di massa corporea (Imc), sono stati utilizzati solo questi ultimi due per classificare i partecipanti e valutarne l’impatto su cuore e vasi.

(Per approfondire leggi qui: “L’attività fisica non fa perdere peso”, vero o falso?)

In base all’Imc sono stati distinti soggetti normopeso, sovrappeso e obesi mentre la soglia media di attività fisica ha permesso di distinguere due gruppi, quelli ad alti e quelli a bassi livelli di attività. I partecipanti sono stati seguiti per 15 anni allo scopo di monitorarne la salute cardiovascolare e l’incidenza di infarto e ictus.

Considerando solo il movimento, l’attività fisica era associata con un ridotto rischio cardiovascolare indipendentemente dalla categoria dell’Indice di massa corporea. In particolare, rispetto ai normopeso più sportivi, i sovrappeso e gli obesi con alti livelli di attività fisica non erano a maggior rischio di malattia cardiovascolare. Sovrappeso e obesi con bassi livelli di attività fisica, invece, avevano un rischio più altro rispettivamente 1,33 e 1,35 volte di sviluppare malattie cardiovascolari. Senza lo “scudo” dell’attività fisica, quindi, il rischio cardiovascolare saliva in caso di peso in eccesso.

Fit and fat, il paradosso degli attivi ma sovrappeso

«I benefici dell’esercizio fisico non sono associati solo al possibile dimagrimento ma anche alla sicura riduzione del rischio di sviluppare malattie del metabolismo, cardiovascolari e anche oncologiche», aggiunge la professoressa Daniela Lucini, Responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio e Patologie funzionali di Humanitas.

(Per approfondire leggi qui: Attività fisica, bastano 20 minuti per ridurre l’infiammazione?)

Capire questo è essenziale per restare costanti e praticare attività fisica: «Può capitare che una persona smetta di farla perché si accorge di non aver perso i chili in eccesso. Probabilmente non avrà svolto la quantità di attività fisica necessaria per dimagrire – perché ne serve davvero tanta per questo scopo. In ogni caso deve continuare a essere attivo perché i benefici per la salute cardio-metabolica ci saranno stati a prescindere dall’impatto sul peso corporeo», ricorda la professoressa. «Ci riferiamo al cosiddetto paradosso del “fit and fat”, ovvero attivi e sovrappeso: persone che, nonostante i chili di troppo, hanno un rischio ridotto di mortalità precoce grazie all’attività fisica che svolgono», conclude la specialista.

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