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Cure e farmaci

Lo sai che le tue cellule hanno un orologio interno?

03/10/2018

Il corpo umano ha un orologio interno che gestisce i processi fisiologici di tutto il corpo, grandi e piccoli, e influisce su attività come la concentrazione o su quanto peso prendiamo o perdiamo. I ricercatori hanno tentato più volte di misurare il tempo interno del corpo umano attraverso singole analisi del sangue. Un procedimento complesso e dispendioso che però è stato di recente messo a punto. Attraverso un algoritmo denominato “TimeSignature” e un semplice esame del sangue è possibile infatti comprendere come scorre il tempo all’interno del nostro corpo. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Marta Noemi Monari, Coordinatore Tecnico Clinico per lo sviluppo dei Laboratori e dei Service di Gruppo di Humanitas.

 

Lo studio e il nuovo esame disponibile

La Nothwestern University ha affermato che, nonostante il procedimento sia in alcuni casi eccessivamente dispendioso e non possibile per alcuni pazienti, comprendere il nostro tempo interno sia importante. Se lo si conosce, infatti, si possono somministrare farmaci più efficacemente in quanto il nostro corpo si comporta diversamente durante le fasi della giornata.

Il nuovo procedimento messo a punto che consiste nel prendere semplicemente due fiale di sangue dal paziente e attraverso un algoritmo denominato “TimeSignature” è possibile scoprire come scorre il tempo all’interno del nostro corpo. Il processo deve essere ancora sviluppato ma consiste sostanzialmente nel far sì che l’algoritmo sia in grado di cogliere congruenze a livello chimico di 40 specifici geni rintracciabili nelle fiale di sangue. Questi 40 geni sono stati trovati analizzando una larga banca di dati estraendo quelli che sono risultati maggiormente associati al ritmo circadiano. Secondo tale ricerca l’algoritmo funziona indipendentemente dal fatto che il paziente sia sano o malato.

 

Il test “TimeSignature” e il suo ruolo nella prevenzione

Il test TimeSignature è in grado dunque di predire l’orario interno nel giro di un’ora e mezza e il tutto a prescindere dalla quantità di ore di sonno che il paziente ha dormito nella notte precedente al test. Gli autori della scoperta al momento hanno lasciato che chiunque possa utilizzare l’algoritmo, anche se presto è in arrivo un brevetto su questo nuovo test del sangue che potrebbe aiutare a predire alcune malattie.

Studi preclinici condotti sempre dalla Northwestern University hanno permesso infatti di ipotizzare un collegamento fra il disallineamento del ritmo circadiano e non poche malattie, come diabete, obesità, depressione, malattie cardiache e Alzheimer.

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