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Prevenzione

Ossa, anche i supplementi di calcio e vitamina D contro il rischio di frattura?

29/01/2018

Prevenire l’osteoporosi significa ridurre la possibilità di subire una frattura. Per questo motivo le ossa vanno rinforzate lungo il corso degli anni seguendo uno stile di vita adeguato. L’apporto di calcio con l’alimentazione, ad esempio, è importante per assistere la crescita ossea e mantenere la salute dell’osso Ma lo è allo stesso modo l’assunzione di supplementi di questo minerale e di vitamina D? Integrare la dieta con questi micronutrienti può aiutare a prevenire le fratture da osteoporosi? Ne parliamo con la professoressa Bianca Marasini, Senior consultant in Reumatologia e Immunologia clinica di Humanitas.

Dieta e ossa

Il calcio e la vitamina D sono due micronutrienti fondamentali per la salute delle ossa e una dieta che ne comporti un introito sufficiente aiuta a rinforzarle. Il calcio, presente in diversi prodotti a cominciare dal latte e dai suoi derivati, ma anche nella verdura a foglia verde o nelle mandorle, ad esempio, sebbene in quantità minori, è immagazzinato proprio dalle ossa.

Per l’assorbimento del calcio l’organismo ha bisogno della vitamina D. La vitamina D si trova in pochi alimenti (come uova, fegato) essendo la sua principale fonte il sole (la vitamina D si chiama infatti “vitamina del sole”). Il sole promuove, con un meccanismo relativamente complesso, la sintesi della vitamina D dalla pelle. Le creme solari, tuttavia, ne impediscono gran parte della sintesi, la quale dipende anche, ad esempio, dalla presenza di tessuto adiposo e dalla pigmentazione delle pelle. Inoltre, nell’anziano, nel quale sappiamo che è particolarmente frequente l’osteoporosi, la sintesi della vitamina D è ridotta. Per questi motivi l’ipovitaminosi D è molto frequente, soprattutto nell’anziano. Viene riportata una ipovitaminosi D in circa l’80% della popolazione.

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Anche in “pillole”?

Con la dieta, ma anche con l’esercizio fisico, è possibile contenere il rischio di osteoporosi, una condizione caratterizzata dalla riduzione molto significativa della massa ossea che rende le ossa fragili e quindi esposte al rischio di frattura. Oltre alla dieta, sempre per mantenere ossa forti con l’avanzare dell’età, è opportuno assumere anche dei supplementi di questi due micronutrienti?

Un recente articolo pubblicato su Journal of the American Medicine Association ha riaperto il dibattito, non associando l’assunzione di supplementi di calcio e vitamina D con una riduzione del rischio di frattura da osteoporosi negli anziani. Come ricordano i suoi autori, precedenti studi avevano fornito conclusioni contrastanti su tale associazione.

Un team di ricerca del Tianjin Hospital (Cina) ha realizzato una meta-analisi su trentatré studi che avevano messo a confronto l’assunzione di supplementi con quella di placebo o con nessun tipo di trattamento e il numero di fratture. I dati erano relativi a 51.145 adulti che avevano superato i 50 anni d’età. La conclusione di questo, come di altri studi, ha messo in discussione che la supplementazione di calcio e/o vitamina D riduca il rischio di frattura: «Gli studi non hanno dimostrato in modo convincente che la supplementazione “in pillole” di calcio e vitamina D riduca il rischio di frattura, tuttavia: poiché la maggior parte della popolazione è carente di vitamina D, poiché la vitamina D si trova solo in tracce negli alimenti e poiché l’esposizione al sole senza protezione solare è assolutamente da evitare, una supplementazione di vitamina D è spesso necessaria», spiega la professoressa Marasini.

Ma quanta vitamina D è necessaria? «Dipende dai livelli plasmatici della singola persona, tenendo presente che livelli ottimali sono compresi fra 30 e 60 ng. Il consiglio quindi è di dosare i livelli di vitamina D nel sangue e  supplementare, quando necessario, con un dosaggio personalizzato», continua l’esperta.

«Per il calcio il discorso è differente, in quanto il calcio si trova negli alimenti; è quindi di gran lunga preferibile assumere il calcio con la dieta. Da ricordare, inoltre, che mentre il range dei livelli di vitamina D nel sangue è molto vasto e quindi è veramente difficile raggiungere livelli tossici, il range del calcio è molto stretto, e bassi livelli (ipocalcemia), così come alti livelli (ipercalcemia) possono creare problemi anche seri».

«È buona norma comunque, dato che la vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio nell’intestino, evitare che un eccesso di vitamina D, di per se stesso raramente tossico, porti a una ipercalcemia pericolosa. Il medico quindi si premurerà di controllare periodicamente sia i livelli di vitamina D che quelli del calcio».

Pertanto  in quali casi potrebbe essere indicata la supplementazione? «La supplementazione è necessaria se i livelli di vitamina D o di calcio nel sangue sono bassi. Come si è detto, è frequentissima l’ipovitaminosi D e conseguentemente la necessità di ricorrere a preparati di vitamina D, generalmente per bocca, più raramente per via intramuscolare», risponde la professoressa.

«È meno frequente trovare bassi livelli di calcio, dato che i più comuni alimenti ne forniscono una quantità sufficiente. Va posta tuttavia attenzione ai farmaci usati per l’osteoporosi, soprattutto alcuni usati per via venosa, perché possono comportare un’importante ipocalcemia; in questi casi, quindi, la supplementazione con calcio è mandatoria. Concludendo, la supplementazione di vitamina D e/o di calcio è necessaria solo quando i livelli plasmatici non sono sufficienti a mantenere un osso in salute; va quindi attuata “ad personam”, in base alle caratteristiche fisiche (ad esempio dieta, grado di esposizione al sole, obesità) e a eventuali farmaci assunti».

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