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Orecchio, naso e gola

Udito, i concerti ad alto volume sono un rischio per le orecchie. I tappi aiutano?

11/10/2017

Un paio di tappi per le orecchie contro l’eccesso di decibel. Durante un concerto rock o mentre ci si scatena in discoteca per proteggere l’udito potrebbe essere utile indossare dei tappi. In questo modo si potrebbero prevenire eventuali disturbi causati dall’alto volume della musica. Il suggerimento arriva da uno studio della University Medical Center di Utrecht (Olanda) pubblicato su JAMA Otolaryngology-Head & Neck Surgery.

Il team di ricercatori ha arruolato tramite i social network 51 ragazzi di 27 anni di età in media, senza problemi all’udito, e li ha spediti a un festival di musica ad Amsterdam. A 25 di loro è stato chiesto di usare dei tappi per orecchie in silicone. La durata dell’esposizione alla musica è stata di 4 ore e mezzo: prima di prender parte all’evento è stato misurato il livello dell’udito di tutti i giovani.

I test sono stati ripetuti dopo che i volontari erano stati bombardati dalla musica (in media 100 decibel). Ebbene, nel gruppo di partecipanti che si erano protetti con i tappi, la proporzione di ragazzi in cui era stata registrata una perdita temporanea di udito era pari all’8%, mentre nell’altro gruppo era del 42%. Anche l’acufene, ovvero quella sensazione di suono in assenza di una fonte sonora, aveva colpito in maniera differente i due gruppi: 12% tra chi aveva ascoltato la musica con i tappi contro il 40% tra chi l’aveva fatto senza alcuna protezione.

L’eccesso di rumore che le nostre orecchie assorbono quando prendiamo parte a concerti o trascorriamo le serate in locali notturni o assistiamo a degli eventi sportivi, è annoverato dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, come una delle possibili cause di natura ambientale di perdita dell’udito.

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Quindi al prossimo concerto a tutto volume faremmo meglio a mettere dei tappi?

«In effetti indossare dei tappi per evitare di danneggiare uno dei nostri organi di senso può essere una misura efficace, anche perché l’OMS indica in oltre 1 milione di adolescenti e giovani adulti la categoria a rischio di danno uditivo per utilizzo reiterato e volte eccessivo di dispositivi audiovideo o per frequentazione di locali con musica a livello molto alti», risponde il dottor Luca Malvezzi, otorinolaringoiatra e specialista in chirurgia cervico facciale dell’ospedale Humanitas. «Si pensi ad esempio che in bar dove si suona musica facilmente si superano i 100 dB di rumore. In caso si vogliano indossare tappi protettivi meglio utilizzare tappi “customizzati”, ovvero fatti costruire su misura della propria conca auricolare così da essere meno traumatici possibile per il condotto uditivo».

In quale altro modo possiamo proteggere l’udito in queste occasioni?

«Una buona regola potrebbe essere non sovraccaricare il nostro apparato uditivo. In generale si potrebbe proporre di seguire la regolare del 60/60, ovvero ascoltare la musica al 60% del volume massimo e per 60 minuti, poi fare una pausa prima di riprendere l’ascolto. Nei Paesi del Nord Europa, molto attenti al confort psicofisico anche in ambiente lavorativo, inizia a diffondersi l’abitudine di disintossicare il nostro udito con pause di silenzio in camere apposite dove vengono erogati rumori dolci come lo scorrere dell’acqua di un fiume, le onde del mare, il frusciare delle foglie. Una passeggiata nel parco, all’aria aperta, potrebbe avere lo stesso effetto benefico per le nostre orecchie», conclude lo specialista.

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