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Diverticoli: prevenirli si può con tanta frutta e verdura, ricche di fibre

12/10/2015

Diverticoli: molti li hanno ma non lo sanno, almeno fin quando non avvertono particolari sintomi. Una presenza muta nell’intestino che solo in alcuni casi può portare a delle complicanze. Di diverticoli, e diverticolite, ha parlato il professor Silvio Danese, gastroenterologo e responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale Humanitas, nel corso del programma di Rai3 Elisir.

«I diverticoli sono alterazioni anatomiche della parete dell’intestino, a forma di piccole tasche, come dei “palloncini”. Sono presenti più di frequente sul grosso intestino e sul colon ma li possiamo trovare lungo tutto l’intestino. Forse per il diverso patrimonio genetico, forse per l’alimentazione, nel mondo occidentale compaiono molto più spesso nella parte sinistra del colon, mentre nelle popolazioni asiatiche nella parte destra», spiega il professor Danese.

Come si rileva la presenza di diverticoli?

«La diagnosi arriva molto spesso in modo casuale, dopo i 50 anni quando si viene sottoposti alla colonscopia di screening per il tumore al colon».

Perché si formano i diverticoli? «Secondo la teoria principale si formano per un’alterazione della pressione e della motilità intestinale, così come per la lassità delle fibre muscolari del colon, una condizione che aumenta con gli anni. La diverticolosi identifica semplicemente la presenza dei diverticoli: a 80 anni li ha fino all’80% della popolazione. In 7 casi su 10 è una condizione che non crea particolari problemi; nei restanti 3 la diverticolosi può diventare malattia diverticolare o diverticolite, quando i diverticoli si infiammano».

Quali sono i fattori di rischio? «Sicuramente l’età: dopo i 60-70 anni i diverticoli possono comparire forse per il cedimento delle fibre muscolari. Poi il sesso, con le donne leggermente più predisposte; l’assunzione di farmaci come gli antinfiammatori per l’effetto dannoso che hanno sulla mucosa intestinale; gli stili di vita, a cominciare dall’alimentazione: chi mangia molte fibre è protetto, mentre è più a rischio chi consuma tanta carne rossa. E poi obesità e sedentarietà».

(Per approfondire leggi qui: Sindrome dell’intestino irritabile: cosa non mangiare)

La familiarità pesa? «Sì, come dimostrano gli studi condotti sui gemelli omozigoti: se uno dei due ha i diverticoli, l’altro ha un rischio maggiore di 10 volte di svilupparli».

Come può evolvere la diverticolosi?

«Può diventare malattia diverticolare, con sintomi ben definiti: dolore, gonfiore, meteorismo, stipsi alternata a diarrea ma anche un bisogno di urinare più di frequente perché il colon sinistro è a contatto con la vescica e può stimolarla. E poi nausea e febbricola: quest’ultimo però è già un segno che la malattia diverticolare sta virando verso la diverticolite, ovvero l’infiammazione degli stessi diverticoli».

La flora intestinale è coinvolta nello sviluppo di queste condizioni? «Uno squilibrio di flora intestinale può creare microinfiammazioni. I nuovi approcci mirano a intervenire sulla flora batterica intestinale per disinfettare l’intestino».

(Per approfondire leggi qui: Microbioma umano, siamo fatti anche di microbi)

C’è il rischio che il diverticolo si possa perforare? «I vasi sanguigni diventano più deboli e ci possono essere perdite: il sanguinamento è evidente con la presenza di sangue nelle feci. Se il diverticolo si perfora, si può avere anche un quadro di peritonite».

Cosa prevede il trattamento di malattia diverticolare e diverticolite?

«Per la malattia diverticolare si tratta l’infiammazione con farmaci antinfiammatori e antibiotici non assorbibili. Per la diverticolite invece si utilizzano antibiotici e si mette a riposo l’intestino. Se le cure antibiotiche e il riposo non hanno avuto effetto positivo si ricorre alla chirurgia».

Ci sono novità nelle terapie? «Sono allo studio nuovi integratori antiossidanti con frutti rossi e anche l’utilizzo di nuovi probiotici».

Come si prevengono i diverticoli con l’alimentazione?

«Mangiando frutta e verdura, ricchi di fibre. È bene sottolineare che i semini di frutta e verdura non fanno male come molti credono. È indicato infine ridurre il consumo di carne rossa e bere tanta acqua perché aiuta il transito intestinale».

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