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Prevenzione

Asma, allergie e fumo, un connubio da evitare

06/05/2014

Le interazioni fra asma e fumo di sigaretta sono ben note agli pneumologi; tuttavia, chi soffre di problemi di ostruzione e infiammazione delle vie aeree spesso non conosce tutti gli aspetti di questo problema e vi presta poca attenzione. Ne abbiamo parlato con il dottor Massimo Crippa, specialista di Pneumologia dell’unità di Medicina d’Urgenza di Humanitas.

Dottor Crippa, che cosa succede quando chi soffre di asma è anche un fumatore?

«Sicuramente esiste un’importante interazione fra l’asma e il fumo di sigaretta, a prescindere dal fatto che il primo sia di natura allergica o meno. Il fumo, in questo caso, alimenta la situazione di irritazione che caratterizza lo stato infiammatorio cronico delle mucose bronchiali alla base della condizione degli asmatici. Questo ha ovviamente conseguenze molto pesanti sull’efficacia della terapia. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il fumo di sigaretta riduce l’efficacia della teofillina, farmaco oggi poco utilizzato nelle patologie ostruttive bronchiali, ma soprattutto della terapia cortisonica per via inalatoria. Infatti, le particelle prodotte dalla combustione del tabacco si legano sia ai recettori delle molecole dei farmaci, sia direttamente alle molecole stesse, invalidandone l’azione. Per questo motivo, è altamente sconsigliabile inalare i farmaci antiasmatici meno di venti minuti dopo aver fumato l’ultima sigaretta.

In definitiva, il fumo, sia diretto sia indiretto, ha un ruolo molto importante nell’avvio del processo allergico: collaborando spesso con il Centro Antifumo di Humanitas, mi capita di conoscere molte persone che non accusavano sintomi correlabili all’asma o rinite allergica prima di cominciare a fumare e hanno cominciato a soffrirne dopo qualche anno di tabagismo».

Quali sono i fattori che possono predisporre alle allergie?

«È una domanda che ha molte risposte differenti, che possono variare da soggetto a soggetto. Tuttavia, vale la pena di sottolineare la correlazione con il fumo indiretto, specialmente per quanto riguarda i bambini: fumare in casa, in macchina o negli ambienti in cui i bambini trascorrono del tempo è certamente da evitare, perché predispone i loro bronchi all’infiammazione e può portare, anche a distanza di tempo, alla comparsa di asma e rinite allergica. Vi sono certamente altri fattori, come l’inquinamento ambientale e, in particolare, quello dell’aria che si verifica spesso nelle grandi città: ma si tratta di cause difficilmente eliminabili, al contrario del fumo. In conclusione, chi è allergico o predisposto all’asma non dovrebbe fumare; chi smette ne avrà certamente benefici immediati».

 

Risposte del dottor Massimo Crippa

specialista di Pneumologia dell’Unità di Medicina d’Urgenza di Humanitas

 

 

 

 

 

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