Oftalmologia

Presbiopia: il laser tra le opzioni di trattamento

15/10/2023

La difficoltà nel mettere a fuoco gli oggetti vicini o nei dettagli durante la lettura sono spesso i primi campanelli d’allarme della presbiopia. Questo difetto visivo scaturisce dalla diminuzione della flessibilità del cristallino, principalmente dovuta all‘indurimento della sua zona centrale. Anche se tipicamente si manifesta dopo i 40 anni, può presentarsi prima a causa di altre condizioni mediche.

Quali sono i sintomi della presbiopia e come si interviene? Ne parliamo con il dottor Claudio Lucchini, oculista presso i centri medici Humanitas Medical Care.

Che cos’è la presbiopia?

La presbiopia deriva dalla riduzione progressiva della capacità elastica del cristallino, imputabile a una proteina al suo interno che con l’età lo rende meno flessibile e più ingrossato. Questo comporta effetti avversi anche sulle fibre muscolari circostanti.

Con l’avanzare dell’età, la presbiopia colpisce sia maschi sia femmine.

Alt possibili fattori scatenanti sono:

  • Fumare
  • Traumi
  • Esposizione a radiazioni
  • Ipermetropia, dove il cristallino svolge una funzione di compensazione.

Come curare la presbiopia?

A seconda della gravità e delle condizioni individuali, l’oculista potrebbe consigliare l’uso di lenti correttive, monofocali o progressive, lenti a contatto o procedere con un trattamento chirurgico.

Presbiopia: il laser per il trattamento

Si può agire sul paziente solamente in determinate condizioni refrattive con il laser attraverso la chirurgia Femto Lasik Supracor. Grazie a questa tecnica, la persona sarà in grado di visualizzare lo schermo del telefono, leggere un menu in un ristorante o sfogliare un giornale senza l’uso degli occhiali. L’intervento laser mantiene la sua efficacia per molti anni, almeno fino a quando non si sviluppa la cataratta.

Se l‘intervento laser non è fattibile, è necessario ricorrere alla chirurgia che sostituisce il cristallino, introducendo lenti intraoculari avanzate, come lenti premium o multifocali. Queste sono particolarmente indicate quando la presbiopia si combina con la cataratta. Da qualche tempo, se le condizioni della retina del paziente sono ottimali e non c’è una maculopatia, si tende a inserire cristallini artificiali che consentono una visione chiara da distanze lontane, intermedie e, in alcuni casi, anche ravvicinate.

Se la presbiopia è secondaria ad altre condizioni mediche, prima di considerare un intervento, è fondamentale valutare l’intera salute del paziente, con particolare attenzione alle condizioni refrattive dell’occhio. Esami pre-operatori e visite oculistiche sono essenziali per determinare la candidabilità per questi tipi specifici, e non comuni, di interventi. La stessa attenzione va posta anche per le procedure di sostituzione del cristallino.

 

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