In situazioni di ansia come quella vissuta durante i giorni drammatici del terremoto che ha colpito il Centro Italia, è quasi normale non riuscire a prendere sonno per via dell’ansia e della tensione accumulata. Ma si tratta di un’insonnia reattiva a una situazione eccezionale – spiega il dottor Vincenzo Tullo, specialista neurologo e responsabile dell’ambulatorio sulle cefalee di Humanitas LAB.– Se l’ansia è già normalmente nemica del dormire bene, aiutare gli altri invece può aiutare a dormire oltre a far del bene a chi ne ha bisogno. Talvolta diventare volontari, mettersi a disposizione degli altri, oppure progettare e programmare come aiutare le persone in difficoltà anche per piccole cose, può aiutarci a staccare il cervello dalla tensione e dall’ansia procurata da eventi drammatici. Infatti, se impegniamo il nostro cervello nel pensare a come aiutare gli altri e non lo lasciamo passivo ad assistere alle immagini tragiche del terremoto, per esempio, biologicamente questa attività induce il cervello ad aver bisogno di riposarsi e quindi si predispone a dormire.
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