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Invecchiamento e movimento? Sono inversamente proporzionali

11/09/2018

Hidekichi Miyazaki ha 108 anni, è alto un metro e 50 pesa 43 chili. L’ultracentenario più veloce della Terra ha esordito in pista a 90 anni e nel 2005 ha stabilito il record dei 100 metri con 42 secondi e 22 centesimi. Nel Bel Paese il marchigiano Giuseppe Ottaviani, 102 anni, ha vinto il mondiale in atletica leggera nelle categorie Master 95 e Master 100, iniziando a gareggiare all’età di 70 anni. Entrambi sono la conferma di un assunto già noto in ambito scientifico: non esiste un limite biologico per l’attività fisica. La professoressa Daniela Lucini, responsabile di medicina dell’esercizio di Humanitas, lo ha spiegato in un’intervista rilasciata su Ok Salute e Benessere.

 

Fare movimento per vivere più a lungo

Non esistono limiti d’età quando parliamo di attività fisica. Il movimento infatti è la chiave per contrastare l’invecchiamento e le principali malattie ad esso legato. Secondo Roberto Messina, presidente di Senior Italia-FederAnziani, “l’inattività fisica è al quarto posto tra i principali fattori di rischio di malattie croniche, quali disturbi cardiaci, ictus, diabete e cancro, contribuendo a oltre tre milioni di morti evitabili ogni anno a livello mondiale”.

Ma quanto? E in che modo? Non serve certo darsi agli sport agonistici per sfruttarne i benefici. Anche una camminata di almeno mezz’ora al giorno può fare una significativa differenza. Che invecchiamento del nostro organismo ed esercizio fisico siano inversamente proporzionali è stato attestato dalla scoperta dell’ormone FGF21. Questa sostanza infatti viene prodotta dai muscoli degli anziani che conducono una vita sedentaria e, quando i suoi livelli nel sangue restano alti per molto tempo, porta all’invecchiamento di pelle, fegato e intestino, alla perdita di neuroni e a un’infiammazione generalizzata.

Il FGF21 è invece presente in livelli più bassi nelle persone che svolgono una regolare attività fisica, come dire.

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Fare sport, restare attivi non solo fa bene al corpo ma aiuta anche a mantenere un buon livello di benessere psicofisico, coadiuvato anche dal ruolo delle attività cognitive e della nutrizione. Maggiore è il coinvolgimento del corpo nelle attività ginniche, più lenta è la tendenza ad invecchiare.

«L’esercizio fisico a tutte le età – riassume Lucini – rappresenta uno strumento fondamentale di benessere e, poi, di prevenzione e gestione di un numero enorme di condizioni cliniche, che vanno dalle patologie tradizionali, cardiovascolari, metaboliche e oncologiche, fino alle condizioni psicofisiche che hanno un particolare interesse per il mondo degli anziani, in quanto hanno a che fare con l’indipendenza e la qualità della vita”.

Chi fa sport ritarda anche l’insorgenza di malattie neurodegenerative, come Alzheimer e Parkinson.

 

L’importanza del controllo medico

Il fatto che il movimento sia una componente essenziale per garantirsi la salute non significa che farlo ad età avanzata non comporti dei rischi. La ginnastica e gli esercizi devono essere adeguati all’età della persona. Il consiglio è quindi quello di affidarsi a medici e allenatori competenti per stilare un programma in base agli obiettivi che si vogliono
raggiungere, definendone intensità, durata, frequenza e progressione. Non basta quindi sottoporsi a un esame tanto per avere il classico certificato di idoneità: serve uno specialista in medicina dell’esercizio che, dopo attenta valutazione anche su rischi e controindicazioni, prescriva gli esercizi utili alla singola persona.

“Per contrastare il diabete fare jogging potrebbe andare – ha commentato la specialista -, ma, se la persona ha anche un’ernia al disco in regione lombare, il correre può peggiorare le cose. È come dover prescrivere a un paziente allergico ai farmaci un antibiotico: bisogna trovarne uno che vada bene”.

 

Resistenza, forza ed equilibrio

Resistenza, forza ed equilibrio sono i tre obiettivi che gli over65 possono darsi. La resistenza consiste nella capacità di sostenere uno sforzo per un tempo prolungato e migliorarla agisce sul sistema cardiocircolatorio ma anche sul metabolismo.

«Un allenamento cardiorespiratorio – ha detto Lucini – ha anche benefici psicologici. Si tratta di attività come camminare, correre, nuotare e andare in bicicletta”.

La forza consiste invece nell’efficienza muscolare nel breve termine e permette di sollevare pesi, in primo luogo quello del nostro corpo. Con l’età tendiamo a perdere massa muscolare (sarcopenia), ma è necessario tenere efficiente il tessuto rimanente con attività di breve durata e di elevata intensità anche in età avanzata, purché fatti in modo controllato, tramite esercizi a corpo libero, con i pesi in palestra, camminate in salita o in discesa.

La coordinazione neuromuscolare è infine la capacità di governare i movimenti attraverso l’attività del cervello. È determinante per l’equilibrio, l’esecuzione dei movimenti complessi e il mantenimento delle capacità motorie della vita quotidiana, oltre a essere un modo per stimolare il cervello, il quale lavora non solo quando si pensa, ma anche quando si agisce. Si tratta della cosiddetta intelligenza motoria e anche questa si perde se non la si stimola.

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