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Benessere

Mindfulness, utile per affrontare il parto e prevenire la depressione?

23/02/2018

Una risorsa a disposizione delle future mamme che stanno portando avanti la prima gravidanza potrebbe essere rappresentata dalla mindfulness. A suggerirne i possibili benefici sono dei ricercatori di due università statunitensi, University of Wisconsin-Madison e University of California, che hanno messo a confronto un corso pre-parto tradizionale con uno che incorporava questo tipo di meditazione. Con la mindfuness – si è visto nello studio – le donne coinvolte hanno dimostrato una maggiore capacità di far fronte autonomamente al parto e a hanno anche riferito meno sintomi depressivi al termine della gravidanza e nel primo periodo dopo il parto. Ne parliamo con il dottor Paolo Amami, neuropsicologo e psicoterapeuta di Humanitas.

Meditazione e consapevolezza

La mindfulness è una forma di meditazione nata negli Stati Uniti negli anni 70 impiegata anche per il trattamento della depressione e del disturbo d’ansia. Il soggetto che apprende le sue tecniche impara a concentrarsi sul “qui e ora”, a cambiare modo di pensare, a farlo in modo più consapevole e non giudicante.

Gli autori dello studio pubblicato su BMC Pregnancy and Childbirth hanno valutato l’efficacia della mindfulness per una migliore gestione, da parte del soggetto, del dolore durante il travaglio e il parto e per il contenimento dei sintomi depressivi nel periodo che precede e segue il parto. Questa finestra temporale, infatti, può vedere l’insorgenza di una forma di depressione chiamata depressione post parto o meglio perinatale. I suoi sintomi, dall’ansia ai disturbi dell’umore alla sensazione di incapacità di far fronte alla maternità, possono sorgere in particolare tra la sesta e la dodicesima settimana dal parto.

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Lo studio

Il team di ricerca ha realizzato uno studio randomizzato condotto su trenta donne, e i loro partner, durante l’ultima fase del terzo trimestre di gravidanza. Per tutte le partecipanti si trattava della prima gravidanza. Ai soggetti coinvolti è stato offerto o un corso tradizionale di preparazione al parto o un workshop di un fine settimana con un focus su mente e corpo, messo a punto da un’insegnante di mindfulness. Il corso intensivo si basava sull’insegnamento della meditazione, della camminata consapevole e delle strategie con cui affrontare il dolore e la paura per il parto. Chi l’aveva frequentato aveva anche ricevuto del materiale audio per praticare la mindfulness in autonomia.

I ricercatori hanno tenuto conto delle cartelle mediche di ogni donna e delle autovalutazioni dei partecipanti prima e dopo il parto per valutare retrospettivamente l’intensità del dolore provato. Nel “gruppo mindfulness” questa era inferiore alle altre donne: «Le partecipanti al workshop – aggiunge il dottor Amami – avevano imparato ad affrontare con maggiore consapevolezza il travaglio e il parto, quindi a far fronte al dolore che si prova in quei momenti. I ricercatori hanno misurato questi risultati anche rilevando l’utilizzo di antidolorifici. Queste donne vi avevano fatto ricorso in misura minore».

Oltre a questo si è visto come i sintomi depressivi nel periodo perinatale nel “gruppo mindfulness” fossero ridotti. Il beneficio si era protratto per circa sei settimane dopo il parto; al contrario, nel primo gruppo, erano andati incontro a peggioramento.

La ricerca presenta però importanti limitazioni: «Dei 159 soggetti inizialmente selezionati solo trenta hanno portato a termine i due corsi pre-parto. Questo può far pensare al fatto che in pochi avessero le caratteristiche per poter partecipare a un corso in cui venisse insegnata anche la mindfulness, quindi i risultati dello studio sono attualmente poco generalizzabili».

«A ogni modo – continua l’esperto – lo studio suggerisce come il training mindfulness, utilizzato per far fronte al dolore cronico e acuto, potrebbe rappresentare una strategia utile per preparare le donne al parto e aiutarle ad avere meno paura e ansia legate al parto e al dolore fisico», riferisce il dottor Amami. «Il dolore non è legato solamente al corpo. Pertanto una pratica come la mindfulness che lavora sul corpo e sulla mente, dal rilassamento alla consapevolezza di sé alla concentrazione sul qui e ora, plausibilmente costituisce uno strumento di cui le donne incinte potrebbero disporre. Le conclusioni dello studio sono una prima prova empirica dei benefici della mindfulness e sono coerenti con le caratteristiche strutturali di questa pratica», ricorda il dottor Amami.

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