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Alimentazione: non solo quanto e come, importante anche quando mangiare

13/05/2019

Se il cosa e il quanto rivestono da sempre una importanza centrale quando si parla di alimentazione, uno degli aspetti più sottovalutati è invece quello che riguarda gli orari dei tre pasti principali della giornata. Mangiare in orari lontano dai pasti o addirittura saltare pranzi o cene modifica il nostro metabolismo e disorienta il nostro organismo. Ne abbiamo parlato con il professor Silvio Danese, responsabile del Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas.

 

Distribuire le calorie in modo sbagliato influenza il metabolismo

“Distribuire in modo errato l’apporto calorico lungo la giornata influisce negativamente sulla salute, perché ci sfasa rispetto ai tempi dettati dal nostro orologio biologico interno. In questi casi, il metabolismo può subire alterazioni e portare, per esempio, all’aumento di peso. Inoltre si rischia di avere maggiori disturbi digestivi, come reflusso e dispepsia”, ha detto lo specialista. Ma non è solo una questione di calorie. L’American Heart Association ha divulgato uno studio sulla rivista Circulation in cui viene specificato che il rischio di malattie cardiovascolari in chi ha l’abitudine di non fare colazione è superiore del 27% rispetto alla media, mentre uno studio pubblicato dall’International Journal of Obesity parla anche di diabete, pressione alta e obesità, tra i pericoli di un’alimentazione sregolata durante il giorno.

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Una sana colazione per attivare il cervello

“La colazione è il pasto più importante della giornata – ha detto il professor Danese – mai saltarla perché il cervello rallenta se non riceve glucosio per oltre 16 ore”. Se proprio appena svegli non si ha fame meglio accontentarsi di un biscotto e un caffè al posto che stare a digiuno totalmente, purché entro metà mattina si completi l’apporto di calorie necessarie, pari al 25% di apporto calorico giornaliero”.

 

Pranzare dopo le 15 aumenta peso e girovita: meglio mangiare poco e spesso

Una ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston, negli Stati Uniti, e dell’Università della Murcia in Spagna, ha messo in relazione l’abitudine di pranzare dopo le 15 del pomeriggio con l’aumento del peso e del girovita. Durante la ricerca che ha coinvolto 420 volontari tenuti a regime alimentare controllato per venti settimane, chi ha anticipato il pasto ha perso in media 11 chili, cioè 2,5 in più dei ritardatari.

La digestione si completa in un paio d’ore – ha proseguito l’esperto – non c’è un tempo consigliato che è giusto attendere fra un pasto e l’altro ma sarebbe bene non digiunare per oltre quattro ore. Meglio mangiare poco e spesso”.

 

Carboidrati: meno la sera e più la mattina

Per frutta e verdura non esistono restrizioni. Possono essere consumati durante tutta la giornata, senza problemi. La distribuzione dell’apporto calorico durante il giorno invece è diversa se parliamo di carboidrati, per i quali sarebbe bene orientarsi per un consumo decrescente nel corso della giornata. Il principio è ben espresso in il detto popolare “colazione da re, pranzo da principe, cena da povero”.

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