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Alimentazione

Dieta vegana, possibile anche per bambini e donne in gravidanza

05/02/2019

Un’alimentazione a base esclusivamente vegetale? Se praticata con il giusto controllo medico, è possibile e sicura anche per i bambini. Non solo, di recente la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana ha dato il via libera anche alle donne in gravidanza che, anche in quel particolare momento della loro vita, sono libere di scegliere di non mangiare cibi di derivazione animale. A dare l’annuncio è stata la prestigiosa rivista peer-reviewed ‘Nutrients’, che ha pubblicato a fine dicembre 2018 l’articolo, “Nutrizione vegana per madri e bambini: strumenti pratici per i professionisti della salute”. Fra gli autori dello studio, facenti parte del Comitato Scientifico di SSNV, c’è anche la dottoressa Silvia Goggi, medico specializzato in scienze dell’alimentazione di Humanitas e referente dell’ambulatorio Baby Green in Humanitas Pio X.

 

Le nuove linee guida

Le linee guida pubblicate nel nuovo articolo pongono l’attenzione sulla gestione di alcuni nutrienti, dando indicazioni specifiche per ottenerli da una dieta 100% vegetale anche in soggetti con esigenze nutrizionali più specifiche, come i bambini in crescita e le donne in gravidanza.

Le linee guida ad uso dei clinici sono quelle da seguire per pianificare una dieta vegana anche nelle fasi dell’allattamento e presentano un punto di vista complementare rispetto a quelle del PiattoVeg, già pubblicate in precedenza sempre su una rivista accreditata.

“La pubblicazione su Nutrients di tale documento è un importante riconoscimento della loro accuratezza e validità – ha affermato la dottoressa Goggi -, nonché una dimostrazione di quanto siano fuori luogo gli allarmismi di taluni pediatri e nutrizionisti che sconsigliano una dieta vegana in gravidanza e nell’infanzia”.

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Dieta vegana: i benefici

Un’alimentazione 100% vegetale, secondo gli specialisti del settore, ha notevoli benefici: in gravidanza infatti può proteggere dalla preeclampsia e dall’eccessivo aumento di peso, minimizzando l’esposizione ai genotossici. Mette inoltre al riparo il nascituro dallo sviluppo di diverse malattie pediatriche, come l’asma, il diabete, i difetti del tubo neurale, il labbro leporino e alcuni tumori pediatrici. I bambini vegani hanno inoltre un rischio minore di sviluppare sovrappeso e obesità e non sono esposti agli antibiotici utilizzati negli allevamenti.

“La necessità di uno strumento pratico come questo, diretto a chi si occupa di mamme e bambini vegani – ha concluso la specialista -, è stata confermata anche dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, che già nel 2017 aveva emanato un documento con il quale approvava le diete vegane per madri e bambini, suggerendo al contempo alle istituzioni di fornire risorse e strumenti che rendessero i professionisti della salute sufficientemente preparati nel seguire pazienti vegani”.

 

I nutrienti basilari in gravidanza

Per tutti i tipi di dieta vi sono alcuni nutrienti considerati critici nelle delicate fasi della gravidanza (specie nel secondo e terzo trimestre), dell’allattamento, dello svezzamento e prima infanzia: proteine, fibra, acidi grassi omega-3, ferro, zinco, iodio, calcio, vitamina D e vitamina B12.

L’articolo segnala come l’unico integratore specifico da utilizzare, rispetto agli onnivori, per le madri e i bambini vegani, sia quello di vitamina B12, e consiglia i dosaggi adeguati e i range ematici di riferimento. A questo nutriente tuttavia dovrebbe essere prestata d’attenzione anche nelle diete onnivore, perché non è da escludere che possa verificarsi una carenza. Per quanto riguarda gli altri integratori, come quello di DHA (un omega-3 a lunga catena) e di vitamina D, valgono le stesse regole del resto della popolazione: devono essere integrati sia nella mamma che nel bambino indipendentemente dal tipo di dieta seguita.

“Queste linee guida ribadiscono che, contrariamente a quanto spesso viene riportato, non è necessario alcun integratore di calcio o di ferro – ha proseguito Goggi -. È sufficiente consumare alimenti vegetali che ne siano ricchi e mettere in pratica delle semplici azioni nella preparazione degli alimenti, così da aumentarne l’assorbimento”.

 

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