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Alimentazione

Caffeina, sai come agisce su tutto il tuo corpo?

09/11/2018

La maggior parte delle persone la usa solo come una seconda sveglia la mattina. Altri la assumono più volte durante la giornata, per darsi la carica. C’è poi chi la evita perché altrimenti non riuscirebbe a chiudere occhio la notte. La caffeina, oltre ad essere contenuta in ogni tazza di caffè che non sia decaffeinato, in realtà fa molto di più che tenere svegli e aiutare a superare la giornata. Questa sostanza è uno stimolante del sistema nervoso centrale che, in modi diversi, ha effetto su diversi organi del corpo. Ne abbiamo parlato con la professoressa Daniela Lucini, responsabile di medicina dell’esercizio di Humanitas.

 

Conoscere gli effetti è importante per imparare a moderarsi

Conoscere i reali sintomi della caffeina e i suoi effetti a lungo termine sul corpo può aiutare a non esagerare con il caffè.

La prima ragione riguarda il fatto che la caffeina dà dipendenza se consumata giornalmente. Il corpo infatti sviluppa una tolleranza ad essa che è determinata dall’età, massa corporea e salute generale. Se vuoi ridurre la quantità di caffeina che prendi, è meglio diminuire il consumo lentamente.

L’organo a risentirne gli effetti è il cervello: bere caffè stimola il sistema nervoso centrale, facendo sentire chi la beve più sveglio e meno stanco. Ecco perché è l’ingrediente comunemente usato dai farmaci che servono a curare o gestire la sonnolenza, il mal di testa e l’emicrania. Se però si esagera l’effetto è quello contrario: troppa caffeina può dare mal di testa, ansia, irritabilità, sonnolenza e tremori.

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Più di 4 tazze di caffè al giorno fanno male allo stomaco

L’altro sistema corporeo su cui la caffeina ha un effetto diretto è quello digerente. Bere caffè aumenta il livello di acidità nello stomaco e può causare bruciore e spasmi dolorosi. Ecco perché chi ha problemi di stomaco, come il reflusso o è soggetto all’ulcera dovrebbe astenersi dall’assumerla.

 

Troppo caffè è nemico dell’ipertensione e dell’osteoporosi

La caffeina viene prima assorbita dallo stomaco ed, entro un’ora o poco più dall’assunzione, entra nella circolazione sanguigna. Si ritiene che questo effetto sia attribuito a un aumento di adrenalina. Nella maggior parte delle persone la pressione sanguigna non subisce cambiamenti. Ma se si soffre di aritmia ritmi cardiaci irregolari, la caffeina può far lavorare il cuore più intensamente. Troppi caffè possono portare ad un battito cardiaco rapido o irregolare e a problemi respiratori.

Anche l’apparato muscolo-scheletrico non beneficia di dose troppo ingenti di caffeina, che può interferire con l’assorbimento e il metabolismo del calcio. Oltre a peggiorare l’osteoporosi, troppa caffeina può causare anche tensione muscolare.

“Il caffè è una sostanza eccitante i cui effetti, bisogna ricordarlo, sono diversi da persona a persona – ha concluso la professoressa Lucini -: per la maggior parte delle persone l’effetto è dose dipendente. Ecco perché la moderazione è una buona regola per tutti. Questo però vale anche per la teina e la teobromino, sostanza contenuta nel cioccolato. Senza dimenticare i drink energetici, che uniscono alcol”.

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