Stai leggendo Anoressia e bulimia: il 95% dei pazienti sono donne

Alimentazione

Anoressia e bulimia: il 95% dei pazienti sono donne

13/09/2018

Tre milioni di italiani soffrono di disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia. Più del 95% dei soggetti colpiti da queste patologie sono donne, mentre solo il 4% è di sesso maschile. Vediamo insieme alla professoressa Daniela Lucini, responsabile di medicina dell’esercizio di Humanitas, perché la popolazione femminile sembra più incline a sviluppare questi disturbi e quali sono i maggiori fattori di incidenza.

 

Incidenza e fattori di rischio: il ruolo della genetica nella anoressia

L’incidenza dell’anoressia nervosa è di almeno 8 nuovi casi per 100 mila persone in un anno tra le donne, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi. La maggiore vulnerabilità osservata nel sesso femminile in età adolescenziale o giovane adulta sembra essere dovuta al fatto che i disturbi del comportamento alimentare sono spesso associati a difficoltà nelle fasi di passaggio dall’infanzia alla vita adulta, scatenate dai cambiamenti fisici e ormonali che caratterizzano la pubertà.

Per quando riguarda l’anoressia nervosa, un disturbo che comporta il rifiuto del cibo per la paura morbosa di ingrassare, diversi studi sembrano suggerire che circa il 50% del rischio sia dovuto a fattori genetici. Restano in campo anche i molteplici fattori ambientali che possono ugualmente giocare un ruolo importante nello sviluppo di questa patologia. L’anoressia è la terza più comune “malattia cronica” fra i giovani: pazienti con anoressia fra i 15 ed i 24 anni hanno un rischio di mortalità 10 volte superiore a quello dei coetanei. Il numero di decessi in un anno per anoressia nervosa si aggira intorno al 6%, al 2% per bulimia nervosa e sempre intorno al 2% per gli altri disturbi alimentari non specificati.

Articoli correlati

 

La bulimia: esordisce fra i 15 e i 19 anni

La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare che porta gli individui ad assumere grandi quantità di cibo. Dopo una abbuffata il soggetto sviluppa una serie di sensi di colpa che lo spingono ad adottare comportamenti finalizzati ad “annullare” la quantità di calorie ingerite e ad auto provocarsi il rigetto di quando ingerito. Per quanto riguarda la bulimia, ogni anno si registrano 12 nuovi casi per 100 mila persone tra le donne e circa 0,8 nuovi casi tra gli uomini. Per entrambe, la fascia di età in cui l’esordio si manifesta più spesso è quella tra i 15 e i 19 anni. Alcune osservazioni cliniche recenti hanno segnalato un aumento dei casi a esordio precoce, anche se non mancano insorgenze in età adulta.

 

Il parere di Humanitas

“Sulle ragazze da sempre una attenzione maggiore in relazione a questi disturbi – ha specificato al professoressa Lucini -. Non dimentichiamo però che anche nel mondo maschile questo problema esiste e non va ignorato”.

Articoli che potrebbero interessarti

Non perderti i nostri consigli sulla tua salute

Registrati per la newsletter settimanale di Humanitas Salute e ricevi aggiornamenti su prevenzione, nutrizione, lifestyle e consigli per migliorare il tuo stile di vita