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Alimentazione

Pollo e tacchino: ecco perché mangiarli fa bene

20/05/2015

Più pollo e tacchino per migliorare la salute di tutti. Il suo consumo contribuisce alla diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari e di alcune forme di tumore. L’associazione non profit Nutrition Foundation of Italy ha realizzato il primo “Documento di consenso sul ruolo delle carni avicole”, di prossima pubblicazione sulla rivista Food & Nutrition Research. Il rapporto fa il punto sul consumo di carni bianche e sulle sue ricadute prendendo in esame i dati disponibili della letteratura scientifica. Il documento è stato realizzato con il contributo di Unaitalia (Unione Filiere Agroalimentari Carni e Uova).

Mangiare più carne bianca e meno carne rossa è un consiglio che medici e nutrizionisti ripetono spesso, ma i dati sul consumo di carne sembrano indicare una tendenza opposta. Quello di carni avicole è solo un quarto del totale; nel 2014 ogni italiano ha mangiato 13,92 kg di pollo e 4,31 kg di tacchino. Numeri, questi ultimi, che posizionano l’Italia al di sotto della media Europea e lontano da Paesi come Usa o Gran Bretagna.

Qual è il profilo nutrizionale di queste carni? Come tutta la carne e molti altri prodotti di origine animale, anche pollo e tacchino contengono le cosiddette proteine “nobili” o di alta qualità, quelle che l’organismo non riesce a sintetizzare. Ma a differenza della carne rossa è più magra avendo un più basso apporto di grassi. Inoltre, dal momento che questi si trovano in particolare nella pelle, eliminandola si può ulteriormente ridurne l’introito. I grassi contenuti sono poi in maggior parte mono e polinsaturi, come gli omega-3 e gli omega-6, quindi grassi “buoni”, solo un terzo è costituito da grassi saturi. «Attenzione dunque a come si cucina la carne bianca: oltre a eliminare la pelle, è bene non abusare di condimenti che farebbero aumentare i grassi del pasto ed evitare di bruciare la carne. Inoltre la carne deve essere “vera”, non lavorata», avverte la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’esercizio di Humanitas.

Dai dati elaborati dalla Nutrition Foundation of Italy emerge un’importante associazione tra il consumo di carni bianche e il rischio infarto: più basso se si mangiano più carni bianche e pesce rispetto a quanto succede consumando più carne rossa. Ancora, pollo e tacchino contribuiscono alla prevenzione del tumore all’esofago (il rischio si riduce del 53%) mentre avrebbero effetti neutri sul tumore allo stomaco e al colon retto.

Meglio non abusare di carni rosse, più grasse

«Un maggior consumo di carne è stato associato a un maggiore rischio cardiovascolare e oncologico. Ma non tutti gli alimenti contenenti proteine di origine animale “pesano” allo stesso modo. Rischioso è l’abuso di carne rossa e di carni lavorate con i loro grassi, conservanti, oppure per le modalità di preparazione; al contrario, alle carni bianche di buona qualità è associato un profilo di salute migliore anche rispetto ai vegetariani», dice Lucini.

«Tuttavia – continua – non dobbiamo soffermarci solo sui macronutrienti ma guardare al contesto: come hanno dimostrato diversi studi, chi consuma più pollo o tacchino è anche chi non fuma, svolge regolare attività fisica e tiene sotto controllo il proprio peso. La riduzione della mortalità dipende da tutti questi fattori». Il messaggio vale per tutti, ma c’è qualche categoria di persone a cui è consigliato mangiare più carne bianca? «Chi ha problemi legati alla presenza di colesterolo elevato, dislipidemie in genere, problematiche oncologiche, è meglio che non abusi di carne rossa, il cui consumo non va in ogni caso demonizzato per chi è in buona salute e non esagera», conclude la professoressa.

 

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