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Alimentazione

Che cosa mangiare prima di mettersi alla guida?

05/01/2015

E’ molto importante fare attenzione a ciò che si mangia prima di mettersi alla guida. Cibi troppo grassi o diete particolarmente sbilanciate possono compromettere lo stato di lucidità del guidatore. Ovviamente anche alcool, bevande molto zuccherate o ricche di caffeina andrebbero evitate.

L’ideale, come ci ha spiegato la professoressa Daniela Lucini, Responsabile della Medicina dell’Esercizio e delle Patologie Funzionali in Humanitas, sarebbe consumare un pasto leggero e altamente digeribile, prima di mettersi alla guida.

«Bisogna partire dal presupposto che il modo in cui una persona mangia può influenzare la sicurezza alla guida. Chi guida deve essere incredibilmente attento e sveglio, ma la lucidità potrebbe venir compromessa da ciò che si mangia, e in associazione con il livello di stanchezza le performance alla guida possono anche peggiorare. Il guidatore che mangia tanto, oppure mangia cibi che sono particolarmente difficili da digerire, oppure che beve dell’alcool, anche un semplice bicchiere di vino, dovrebbe tenere presente che in tali condizioni le sue capacità attentive possono rivelarsi ridotte. Bisognerebbe inoltre tenere conto di quegli aspetti non direttamente connessi alla guida, ma che possono eventualmente avere degli effetti sul modo di guidare e sull’attenzione, come nel caso di chi soffre di disturbi intestinali.

Ci sono poi delle abitudini poco corrette, ma molto diffuse, piccoli errori che un po’ tutti commettono, che possono compromettere l’attenzione del guidatore. Alcune persone, ad esempio, proprio perché hanno mangiato in modo pesante e abbondante, e devono mettersi alla guida, tendono a consumare bibite zuccherate ed energetiche o ricche di caffeina, pensando di mantenersi più svegli e lucidi. In questo caso bisogna considerare che carichi eccessivi di caffeina non aiutano perché provocano una certa eccitazione, e possono anche avere degli effetti collaterali sullo stato di salute di soggetti predisposti, come di chi per esempio soffre di gastrite. Stessa cosa per i carichi di glucosio eccessivi. Va benissimo terminare il pasto con un buon caffè a patto però che non si esageri con quelle sostanze che possono avere effetti inaspettati sul sistema nervoso simpatico.

Altro atteggiamento sbagliato riguarda la gestione dei liquidi. Chi viaggia in auto molto spesso evita di bere perché poi sarebbe costretto a fare una sosta per andare in bagno. In ogni caso, qualunque siano le circostanze, tutti dovremmo bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche se dobbiamo viaggiare, e se ciò ci costringe a fermarci, che ben venga. Chi sta al volante dovrebbe sempre fare una sosta di tanto in tanto, anche semplicemente per scendere dalla macchina e fare un minimo di movimento. Al contrario dovremmo evitare di mantenere per troppo tempo posture che non sono delle migliori».

 

Che cosa mangiare prima di mettersi alla guida?

«Sicuramente bisognerebbe fare un pasto leggero di facile digeribilità. L’ideale sarebbe un piattino di proteine magre, con un po’ di carboidrati e un po’ di verdura. Chi non ha la possibilità di sedersi e mangiare con calma, quindi chi è costretto a mangiare il classico panino, dovrebbe scegliere un condimento leggero, della verdura grigliata o una fetta di pollo, evitando le fritture e possibilmente anche le salse e in generale tutte le imbottiture elaborate. La frutta ad esempio è un’ottima risorsa perché contiene carboidrati, fornisce energia ma si digerisce molto facilmente, così come lo yogurt e il pane integrale. Neppure il digiuno va bene, meglio un pasto sano e leggero, anche semplicemente un frutto, piuttosto che non mangiare niente. Ricordiamoci inoltre di stare attenti all’assumere farmaci se dobbiamo affrontare un viaggio in auto, a meno che non si viaggi come passeggeri, perché potrebbero causare sonnolenza. Meglio quindi parlarne prima con il proprio medico per avere indicazioni adeguate in proposito».

 

Risposte della professoressa Daniela Lucini

Responsabile della Medicina dell’Esercizio e delle Patologie Funzionali in Humanitas
e docente presso l’Università degli Studi di Milano.

 

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