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Alimentazione

I grassi nella dieta, quali sì e quali no

11/09/2014

I grassi contenuti nei cibi che consumiamo ogni giorno non sono tutti uguali, alcuni sono addirittura indispensabili: impariamo a capire che cosa sono, a che cosa servono e come sceglierli con il contributo della dottoressa Lidia Rota, responsabile del Centro di Prevenzione Cardiovascolare Globale di Humanitas, che da anni, in qualità di presidente di ALT-Associazione per la Lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari ONLUS partecipa a tavoli europei che discutono temi legati alla salute pubblica.

«Una dieta completamente priva di grassi è dannosa: in quantità limitata alcuni grassi sono indispensabili.

Esistono diversi tipi di grassi:

  1. quelli che il corpo produce da solo, accumulando le calorie assunte con i cibi e non consumate con l’attività delle cellule e dei muscoli durante l’attività fisica
  2. quelli contenuti nei cibi, di origine animale o vegetale: generano energia necessaria perché le cellule del corpo funzionino e, per esempio, sono indispensabili perché lo stomaco permetta l’assunzione di alcune vitamine (infatti dette liposolubili: A, D, E e K) altrimenti è come se non le avessimo mangiate e al corpo mancano.

Il lato oscuro dei grassi risiede nel loro alto contenuto di calorie: se mangiamo cibi che contengono calorie in eccesso rispetto a quelle che consumiamo, le accumuleremo sotto forma di grasso che si deposita sotto la pelle, intono ai visceri, nei muscoli. E ingrasseremo: sovrappeso e obesità sono dannosi per la salute .

Siamo stati abituati negli ultimi anni a considerare i grassi solo come dannosi per il cuore e per la salute delle nostre arterie; e perché peggiorano il profilo di rischio cardiovascolare dei pazienti diabetici, sovrappeso od obesi, e addirittura per alcune correlazioni con la possibilità di sviluppare tumori.

Non tutto quello che si dice è vero: molte ricerche sono in corso per chiarire  quali danni e quali benefici i grassi possano portare alla nostra salute. Mangiare una moderata quantità di grassi sembra effettivamente giovare alla salute, soprattutto se sono “grassi buoni” e non “pericolosi o cattivi”. Dobbiamo informarci e poi imparare a scegliere.

Qualità e quantità dei grassi che consumiamo nutrendoci sono le due variabili che condizionano il nostro stato di salute, attuale e futuro».

 

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