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Alimentazione

Dietoterapia per diabetici, ecco cosa mangiare

12/11/2013

Il diabete di tipo 2, la forma più diffusa, di recente insorgenza e con un controllo glicometabolico relativamente buono, può essere tenuto sotto controllo con una buona dietoterapia e una costante attività fisica, insieme a una terapia farmacologica adeguata appunto per minimizzare il rischio di sviluppo delle complicanze. Ci spiegano come affrontare questo percorso la dott.ssa Stefania Setti, medico nutrizionista e responsabile dell’Ambulatorio di Nutrizione Clinica e Dietologia di Humanitas Gavazzeni a Bergamo, e il dott. Cesare Berra, responsabile di Diabetologia in Humanitas, a Milano.

Il primo alimento da eliminare e quello invece da mantenere? 

«Vanno ridotti gli zuccheri semplici che si trovano in tutti i dolci, dalla marmellata al miele, dalla merendina al gelato. Ma anche nella frutta (che va consumata con moderazione) e nei succhi di frutta. Non vanno invece tolti dalla dieta i carboidrati complessi come pasta, pane e riso, essenziali fonti di energia per l’organismo. Meglio abituarsi a consumare cereali integrali che hanno un duplice vantaggio: un indice glicemico più basso e un maggior potere saziante».

Vale sempre la regola di contenere le quantità e frazionare i pasti durante la giornata?

«È bene mantenere un frazionamento quotidiano di cinque pasti con spuntini a base, ad esempio, di crackers, grissini, fette biscottate. Fare pasti completi sia di carboidrati complessi, sia di proteine ci aiuta ad avere un miglior controllo dell’andamento della glicemia nell’arco della giornata, a controllare meglio le quantità di cibo assunte al pasto e a evitare episodi di ipoglicemia che, soprattutto in un diabete scompensato, può essere molto rischiosa. Per contrastarne i sintomi (spossatezza, tremore, sudorazione fredda) si possono infatti assumere zuccheri semplici che entrano subito in circolo».

No, invece, ai grassi saturi…

«Esatto, va posta una grande attenzione ai grassi saturi: bisogna limitare al massimo il consumo di formaggi, affettati e carne rossa (una volta alla settimana basta e avanza), e dare invece precedenza a carni bianche, pesce e legumi. Come condimento meglio utilizzare olio di oliva a crudo e per le cotture scegliere le più semplici: vapore, forno, cartoccio, alla piastra».

Si tratta alla fine di imparare a mangiare in maniera diversa; per sempre però.

«Fare dietoterapia significa iniziare con il paziente un percorso di educazione alimentare e, soprattutto in una persona affetta da diabete, questo è davvero molto importante. Deve imparare a cambiare le abitudini alimentari per tutto il resto della sua vita. È importante quindi che il paziente in questo percorso si senta supportato, consigliato e motivato poiché una volta raggiunto l’obiettivo è essenziale mantenerlo nel tempo. Dunque è bene togliersi gli sfizi ogni tanto ma si deve passare davvero, se si vuole star bene, a un nuovo stile di vita».

 

 

Qual è la terapia da seguire per chi è affetto da diabete di tipo 2?

«Attualmente non esiste un farmaco valido per tutti i pazienti affetti da diabete tipo 2, motivo per cui è necessario, per ogni singolo paziente, costruire una terapia individuale in relazione alla diversa situazione clinica e alle differenti caratteristiche personali. Per qualsiasi forma di diabete le abitudini di vita (dieta, attività fisica e sospensione del fumo) rimane il cardine della terapia. Sono comunque da concordare con il medico specialista la terapia farmacologica e gli obiettivi terapeutici  finalizzati non solo a correggere i sintomi ed i segni della malattia ed a prevenire le complicanze acute e croniche, ma anche a migliorare la qualità e l’aspettativa di vita del paziente diabetico».

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