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Alimentazione

Come curare i disturbi gastrointestinali dell’autunno

31/10/2012

pancia_gonfiaArriva l’autunno e aumentano i problemi digestivi.

Stipsi, gonfiore, bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo colpiscono un italiano su quattro (quasi 15 milioni di persone), le donne due volte più degli uomini (il 25 per cento del gentil sesso è interessato da forme croniche e la frequenza aumenta con l’avanzare dell’età contro solo l’11 per cento degli uomini). Questi i dati diffusi durante una conferenza stampa a Milano sulla campagna per il benessere gastrointestinale. Il motivo? Cambio di temperatura, alimentazione diversa e ritorno all’ora legale. Ma è proprio così? Cosa si può fare per prevenire? E perché ne sono più colpite le donne? Lo chiediamo a Beatrice Salvioli, gastroenterologa in Humanitas che ci anticipa che “la colpa” è della metereopatia.

Dottoressa Salvioli, i cambiamenti autunnali acuiscono i problemi digestivi?

“Sì, è proprio così. La causa presumibilmente (nulla è ancora del tutto provato scientificamente) risiede nella metereopatia che non significa, come spesso si crede, che una persona sia sensibile alle modifiche della temperatura e/o stagionali solo per quanto riguarda l’umore, la cosiddetta ‘luna storta’. In realtà, cambiando il bioritmo e le ore di luce solare, si hanno modificazioni nella produzione di alcuni neurotrasmettitori (tipo melatonina e serotonina) che incidono sia sul ritmo sonno-veglia che sul tono dell’umore. Inoltre alcune aree del sistema nervoso centrale sono sensibili ai mutamenti della temperatura, umidità e dei campi magnetici. Per cui, oltre a variazioni di umore (come nella cosiddetta “seasonal affective disorder”), si possono manifestare problemi di insonnia, affaticabilità, dolori reumatici e disturbi digestivi. E’ come se l’organismo si dovesse ‘riassettare’ su una nuova fase. Dall’estate all’autunno-inverno le modifiche del clima sono più evidenti e, quindi, l’organismo fa più fatica rispetto al passaggio inverno-primavera. Ma ogni mutamento climatico e di fuso orario, come il ritorno all’ora solare o il jet lag, porta con sé qualche disturbo più o meno evidente”.

Ma perché influisce proprio sulla digestione?

“E’ come se ci fosse un cambiamento di energia, concetto cardine della medicina cinese, secondo la quale anche il ciclo stagionale segue l’alternanza energetica riferita in particolare agli organi, per cui, per esempio, in inverno, essendo freddo, tutto è immobile e la natura dorme. Nello specifico, durante il passaggio da una stagione a clima mite verso una con temperature rigide e con minor esposizione ai raggi solari, varia il tipo di alimentazione, sia per un maggior quantitativo di cibo assunto sia per un maggiore desiderio di carboidrati che, se ingeriti eccessivamente, facilitano la comparsa di gonfiore addominale e di alterazioni della funzionalità intestinale, peggiorando così sintomi già esistenti come la dispepsia (cattiva digestione), intestino irritabile o la stipsi“.

Perché le donne ne sono più colpite?

“Le donne sono in generale più predisposte a soffrire di problemi digestivi e, inoltre, sono più sensibili ai mutamenti climatici e allo stress a cui è sottoposto l’organismo, così come le persone anziane”.

Cosa si può fare per prevenire?

“Spesso è difficile prevenire, perché nulla si può contro i fenomeni naturali, però, la consapevolezza e accettazione dei cambiamenti del proprio organismo sono i presupposti per non ‘subire’ e per contrastare questi disturbi, che sono molto fastidiosi. L’alimentazione deve essere bilanciata, continuando l’apporto in fibre e idratazione, come viene più naturale fare durante il periodo estivo, limitando la quota di carboidrati. Mantenere l’attività fisica è fondamentale, anche se ci si deve costringere ad uscire invece che rimanere in casa al caldo, sotto le coperte! Infine, se possibile, sfruttare la luce solare, facendo passeggiate all’aria aperta, in modo da ricaricare l’umore e lo stato di benessere (tramite la produzione di neurotrasmettitori attivati dalla luce) ed abituarsi gradualmente alle ‘nuove’ temperature”.

A cura di Lucrezia Zaccaria

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