Benessere

Vuoti di memoria, quando preoccuparsi?

22/05/2018

Rovistare per ore nelle tasche della propria borsetta per poi scoprire che le chiavi della macchina erano sul tavolo, non ricordare di aver chiuso il gas, o avere una parola sulla punta della lingua e non trovarla. A volte ci capita di non riuscire a ricordare anche le cose più semplici e quotidiane. Si tratta di situazioni comuni che molte persone vivono quasi quotidianamente. Ma sono sintomi preoccupanti? Ne abbiamo parlato con il professor Alberto Albanese, responsabile di Neurologia in Humanitas.

 

I rischi di sviluppare demenza

In una vita stressante come quella moderna, in cui ci è richiesto sempre di essere iper-performanti e dove siamo costantemente bombardati dalla comunicazione e dalle troppe informazioni, la nostra capacità di ricordare può perdere colpi. “La memoria è compartimentalizzata e siamo chiamati ogni volta a ri-focalizzare l’attenzione su cose diverse e non sempre riusciamo a essere così rapidi nel focalizzarci e nel ricordare tutto. Questo, entro certi limiti, è normale – ha rassicurato il professor Albanese – In linea di massima, ci sono forme di demenza precoce, che presentano per esempio disturbi come difficoltà di orientamento in luoghi conosciuti, difficoltà nel riconoscimento di persone o nel ricordare cose molto consuetudinarie: questo può preoccupare, ma si tratta di forme rare e spesso genetiche”.

I banali problemi di memoria quindi non sono preoccupanti di per sé, tanto più che questa facoltà può essere esercitata, sia attraverso esercizi (come le parole crociate o imparare e ripetere poesie, per esempio), sia imparando a focalizzare l’attenzione, concentrandosi bene su ciò che si fa e provare a spostare l’attenzione. “Contano anche lo stile di vita, la qualità dell’alimentazione e l’attività fisica – ha aggiunto lo specialista -. È stato infatti dimostrato che lo stile di vita migliora le aspettative delle nostre funzioni cognitive”.

Molti “smemorati” temono che ci sia un’effettiva correlazione tra avere problemi di memoria da giovani e sviluppare patologie come demenza o decadimento cognitivo nella terza età. Invece Dimenticarsi dove si mettono le proprie cose, anche quelle che si usano più frequentemente, non implica necessariamente lo sviluppo di demenza in età anziana. In ogni caso, via libera alla prevenzione. La demenza vascolare, la cui causa è aterosclerotica, passa infatti attraverso la prevenzione dell’infarto cardiaco e quindi la salute del cuore.

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Nove esercizi per allenare il cervello a ricordare

Ecco alcuni consigli per allenare la memoria:

 

– Mantenere la mente attiva (fare esercizi di logica, studiare una lingua straniera, suonare uno strumento, ecc.)
– Controllare la pressione arteriosa mantenendola a livelli inferiori a 120/80 mmHg
– Controllare i valori del colesterolo totale evitando di superare la soglia dei 200 mg/dL
– Controllare la glicemia a digiuno, con valori entro i 100 mg/dL
– Non fumare
– Seguire una dieta sana ricca di frutta, verdura, cereali integrali, carni magre, prodotti caseari a basso contenuto di grassi, olio d’oliva
– Evitare il sovrappeso e mantenere un Indice di massa corporea inferiore a 25 kg/m2
– Fare attività fisica aerobica (camminare, nuotare, andare in bici) per almeno 30 minuti al giorno
– Garantirsi un riposo notturno sufficiente e di qualità. Dormire bene, almeno 8 ore a notte, aiuta anche a migliorare memoria e concentrazione.”

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