Benessere

Come vincere la depressione da rientro

08/01/2016

Gli inglesi lo chiamano Post-vacation blues, gli americani Holiday blues, noi depressione da rientro. Si tratta di una vera e propria sindrome i cui sintomi sono: calo della concentrazione, spossatezza, disturbi del sonno, alterazioni dell’appetito, irritabilità, nervosismo, affaticamento, preoccupazione, emicrania, ansia.

Sembra incredibile, ma è proprio così: alla fine di una vacanza, lunga o corta che sia, invece di sentirci rilassati possiamo sentirci male, stanchi, depressi. Com’è possibile una cosa del genere? La risposta alla dottoressa Alessandra Iamundo De Cumis, psicologa e psicoanalista, coordinatrice dell’Ambulatorio di Psicologia e Psicoterapia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.

«Al rientro da una vacanza, l’effetto negativo sull’umore che può spingersi fino a una forma lieve di depressione, si verifica soprattutto per due motivi. Il primo è che quando torniamo al lavoro, a scuola, o comunque alle nostre attività quotidiane, si verifica un processo di abbassamento di livelli ematici di melatonina, di ormoni tiroidei, di cortisolo. Inoltre dobbiamo considerare la minor esposizione ai raggi solari, che influenzano l’azione di neurotrasmettitori come ad esempio la serotonina “il cosiddetto messaggero del buon umore”. A riprova di quest’ultimo assunto ricordiamo come nei paesi nordici, dove c’è meno sole, si registrano alti picchi di depressione e di suicidio».

La seconda causa di depressione da rientro, qual è?

«Il rientro da una vacanza comporta la ripresa di ruoli, responsabilità e ritmi molto differenti da quelli che si hanno durante un periodo di pausa e ciò implica chiedere all’organismo e alla psiche un eccessivo carico di stress poiché è costretto a riadattarsi alla quotidianità. A questo proposito bisogna aggiungere che sia la reazione fisica sia quella psicologica dipendono da caratteristiche personali. In particolare, sono maggiormente esposti a depressione da rientro i soggetti ansiosi e mentalmente dipendenti dal proprio lavoro».

(Per approfondire leggi qui: Stress da rientro, le donne reagiscono meglio?)

Come si può combattere la depressione da rientro?

«Bisogna riuscire ad accettare i sintomi da rientro senza alimentarli con pensieri negativi. Buone soluzioni per evitare questa forma di depressione possono essere: rientrare qualche giorno prima dalle vacanze; al rientro, riprendere gli impegni con gradualità; appena possibile, dedicarsi ad attività piacevoli e rilassanti, preferibilmente all’aperto; riservarsi spazi per se stessi durante la giornata; curare l’alimentazione. La depressione da rientro, è comunque bene sottolinearlo, non deve essere confusa con la depressione vera e propria, perché ha un quadro sintomatologico più blando e transitorio. Dura in genere da pochi giorni a una settimana, ma se il quadro sintomatologico permane per settimane – o addirittura mesi – è opportuno rivolgersi a uno specialista».

(Per approfondire leggi qui: Stress da rientro? Via con nuovi stimoli e lento ritorno a vecchie abitudini)

Le depressione da rientro è un fenomeno in crescita?

«No, secondo il centro per la Medicina del Turismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione da rientro è in flessione a causa del difficile momento economico generale, che obbliga molti a trascorre vacanze meno lunghe e meno esotiche, con un conseguente ritorno alla realtà meno traumatico. Inoltre è da considerare che utilizzando in villeggiatura mail e cellulari non stacchiamo completamente il contatto con la nostra realtà, aspetto che attutisce, anch’esso, il trauma del rientro alla vita normale.

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