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Benessere

Afte, no ai rimedi fai da te

01/04/2015

Un disturbo dalle cause ancora sconosciute, molto diffuso tra i più giovani. Sono le afte, quelle fastidiose e dolorose piccole ulcere che possono comparire in bocca, sul palato e sulla lingua. La stragrande maggioranza della popolazione ne è stata colpita almeno una volta. «Diventa difficoltoso anche mangiare, dal momento che, venendo a mancare l’epitelio, il cibo o la saliva entrano in contatto con le strutture sottostanti provocando dolore. Alcune persone sono costrette a mangiare solo liquidi», spiega il professor Marcello Monti, responsabile del reparto di Dermatologia di Humanitas.

Chi colpiscono le afte? «Siamo di fronte a una patologia giovanile: a essere affetti sono in particolare i giovani, soprattutto le ragazze, tra i 15 e i 20/25 anni. Le cause sono ignote, sono state avanzate diverse ipotesi a proposito. Probabilmente sono i linfociti stessi a distruggere l’epitelio, ma non è chiaro perché le ulcere compaiono così, su piccole aree circolari – continua lo specialista –. Non sottintendono alcuno stato patologico, né sono sintomo di qualcos’altro. Spesso sono scambiate per herpes simplex, questo sì, una forma virale e contagiosa. Le afte possono essere monopolari, se compaiono solo in una parte del corpo, o bipolari, se interessano contemporaneamente due parti: oltre alla bocca, l’altro sito in cui possono spuntare improvvisamente sono i genitali, tanto maschili quanto femminili».

Sulle afte circolano molte credenze popolari

Sebbene non si sia riusciti a individuare le cause, è possibile però sfatare alcune credenze popolari, alcuni miti che circondano le afte: «Molti sostengono che sia un disturbo immunodepressivo, ma si sbagliano perché queste ulcere compaiono in soggetti in salute, seppur sotto stress, magari per motivi di studio, affaticati o in preda all’insicurezza. Parimenti, non è vero che le afte siano dovute a cattiva igiene orale o a deficit nutrizionali, come carenza di vitamine o ferro», sostiene il professore.

Per quanto riguarda i trattamenti, a rimedi di tipo medico si affiancano anche rimedi fai da te, «che tendiamo a sconsigliare perché non risolutivi, dall’acqua e sale, al ghiaccio, all’acqua e bicarbonato – dice il professor Monti –. Partendo dal presupposto che le afte sono ulcere auto-riparanti se ricorrenti, possono essere trattate in diversi modi. Si possono usare dei fluidi filmogeni da applicare direttamente sulle ulcere: il film, la pellicola che le riveste impedisce a cibo e saliva di provocare dolore e inoltre può accelerare la guarigione. Ancora, si può far ricorso all’acido retinoico, derivato dalla vitamina A, che svolge un’azione cicatrizzante per la riparazione del tessuto. Infine è disponibile un trattamento non medico, il cloruro di alluminio, un gel astringente quasi anestetizzante che porta l’ulcera a chiudersi anticipatamente. Tutti e tre questi trattamenti sono impiegati dai dermatologi anche qui nell’ospedale Humanitas», conclude il professor Monti.

 

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