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Benessere

Fashion low cost, attenzione ai rischi per la pelle

28/10/2014

T-shirt e scarpe “taroccate”, all’apparenza simili agli originali, ma non nel prezzo e sicuramente non nei materiali. I pericoli dello shopping low cost si scontano sulla propria pelle e si chiamano dermatiti: coloranti e altri agenti chimici, inquinanti, tecniche di lavorazione improvvisate o che non rispondono alle severe regole europee possono innescare reazioni allergiche a carico della pelle.

«Problemi che non vanno sottovalutati – spiega il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano – e ai quali le società scientifiche stanno prestando sempre più attenzione per il dilagare del fenomeno».

Si comincia con i tessuti. Pantaloni, magliette, persino biancheria intima. «Si tratta di merce prodotta a basso costo in varie parti del mondo – sottolinea Monti – generalmente senza rispettare le normali regole di fabbricazione, in particolare quelle per la fissazione del colore. Al momento in cui si indossano per la prima volta – continua lo specialista – si rivelano di scarsa qualità».

 

Sos rosso per la pelle

In particolare due tipi di coloranti, tinte conosciute con il nome di Disperso Rosso e Disperso Blu, sono i principali responsabili delle dermatiti da contatto dovute agli indumenti, anche note come textile allergy.

«A contatto con la pelle, specie se sudata, questi coloranti vengono rilasciati dai tessuti e vanno a depositarsi sulla pelle», continua l’esperto. D’estate e nelle aree del corpo dove la sudorazione è più intensa come ascelle, inguine e la zona subito sotto il seno, si possono avere infiammazioni cutanee e vere proprie dermatiti irritative.

«Generalmente il primo sintomo è il prurito – spiega Monti – accompagnato o seguito da bruciore. Subito dopo la pelle diventa rossa e si può ricoprire delle piccole vesciche tipiche della dermatite». Neanche ripetuti lavaggi in lavatrice o il ricorso alla tintoria riesce a eliminare del problema, continua l’esperto, «perché questi indumenti continuano a rilasciare il colore ogni volta che si indossano».

Alle prime avvisaglie, come prurito, rossore e gonfiore sulla pelle, invece, «si consiglia di lavare bene la parte, eliminando il colore dalla pelle, applicando una crema lenitiva facendo attenzione al fatto che sia priva di cortisone perché potrebbe mascherare il problema – dice Monti –. Poi il consiglio è quello di rivolgersi al dermatologo per le cure del caso e i test allergologici – conclude lo specialista – utili a scoprire la sostanza che ha provocato la reazione».

 

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