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Benessere

Russare fa male al cuore

08/03/2011

I disturbi del sonno sono molto diffusi, ma spesso sottovalutati. Eppure aumentano il rischio di malattie cardiovascolari.

Dormire male, russare, “andare in apnea” sono disturbi del sonno molto diffusi. E, purtroppo, altrettanto sottovalutati. Mettono però a repentaglio non solo la sicurezza e la concentrazione, ma anche la salute del cuore. La conferma arriva da una nuova ricerca dell’Università di Pittsburgh che ha seguito nel tempo (tre anni) quasi mille pazienti. Lo scopo era di correlare i disturbi del sonno al rischio cardiovascolare. E, infatti, i risultati hanno confermato che una cattiva o pessima qualità del sonno (sonno leggero, ripetuti risvegli, sonno non riposante) porta a un aumentato rischio di sviluppare la cosiddetta “sindrome metabolica” (diabete, ipertensione, dislipidemia) che, come è noto, non è altro che l’anticamera di ictus, infarto e malattie da aterotrombosi. Se, poi, si russa, il rischio è addirittura il doppio rispetto a chi non lo fa, con livelli di glicemia più elevati e livelli di colesterolo “buono” (HDL) troppo bassi. Ne parliamo con la dottoressa Lidia Rota, responsabile del Centro Trombosi di Humanitas e Presidente di ALT-Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari.

Dottoressa Rota, cosa ne pensa di questa correlazione?

“E’ una ulteriore conferma dell’importanza del sonno rispetto alle malattie cardiovascolari. I disturbi del sonno non devono essere trascurati, tanto più se si soffre di apnee notturne, che sono interruzioni del tutto involontarie nel ritmo del respiro. In genere è il partner che se ne accorge perché si spaventa moltissimo dato che la persona smette di respirare. Durano più di 10 secondi e a volte addirittura 1-2-3 minuti e determinano, di conseguenza, una riduzione, per ogni volta in cui si verificano, dell’ossigeno circolante nell’organismo. Tutto questo può ripetersi centinaia di volte durante la notte con passaggio da uno stato di sonno profondo ad uno più superficiale o, addirittura, a brevi microrisvegli di cui, però, la persona non ha coscienza. Al mattino si risveglia a fatica, con mal di testa (infatti non ha dormito un vero sonno ristoratore), ipersonnolenza diurna e una difficoltà di concentrazione nell’attività lavorativa, che piano piano peggiorano la qualità di vita. Recentemente, inoltre, le apnee notturne sono state correlate anche a un difetto del forame ovale, quella ‘tendina’ che separa il ventricolo destro e sinistro del cuore e che, alcune volte, alla nascita, non si ‘salda’ perfettamente alle pareti per cui uno starnuto violento, uno sforzo eccessivo, il parto possono portare a un passaggio di sangue tra le due aree che sbilancia la pressione e coagulazione del sangue causando dei trombi che creano a forti mal di testa e attacchi ischemici“.

Esiste un rimedio contro le apnee notturne?

“Si tratta di speciale mascherine chiamate CPAP che, appoggiate sul naso del russatore, generano pressioni d’aria in grado di far scomparire russamento e apnee con effetti benefici per la qualità del sonno (e della vita) e per la salute del cuore. Per quanto riguarda, invece, il difetto del forame ovale, si sono affinate tecniche per chiuderlo nel caso in cui il problema fosse questo”.

Quante sono le ore di sonno raccomandate?

“Il sonno non è uguale per tutti. Ci sono persone che hanno bisogno di dormire almeno 8 ore a notte per sentirsi rigenerati e altre che hanno bisogno di sole 5 ore. Le ore di riposo da adulti, insomma, sono caratteristiche molto soggettive e subiscono una evoluzione o un cambiamento in relazione all’età. Un bimbo fino a 5 anni deve dormire almeno 11 ore su 24, da 5 a 10 anni dorme 10 ore su 24 e oltre i 10 anni 9 ore. E’ importante che un bambino dorma bene perché un disturbo del sonno porta a una predisposizione maggiore all’obesità a causa di un disturbo nell’equilibrio degli ormoni e un bambino obeso è candidato a diventare un adulto aterosclerotico“.

A cura di Lucrezia Zaccaria

 

 

 

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