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Bambini

Ecco cosa fare se i tuoi figli sono sempre distratti

13/08/2019

Giusto rimproverare i bambini e incolparli per la scarsa attenzione a scuola o per applicarsi pochissimo ai compiti che sono loro assegnati a casa? Non si può fare proprio nulla per venire loro incontro e stimolarli? In verità alcuni accorgimenti si possono prendere e a suggerirli è la dottoressa Ylenia Canavesio, psicologa dell’ambulatorio di Neuropsicologia dell’Apprendimento di Humanitas Medical Care Milano, in via Domodossola.

 

Regole: poche ma chiare

Le ragioni per una concentrazione scarsa in classe possono essere le più diverse: istruzioni e regole poco chiare, richieste eccessive, lezioni poco stimolanti o distrazioni in classe. «Per evitare il problema è indispensabile adottare alcuni accorgimenti o ricorrere a vere e proprie strategie –spiega Canavesio. Innanzitutto, vanno stabilite poche e chiare regole, ma che tutti devono rispettare in classe, magari con l’aiuto di punti definiti e ben visibili, come possono essere i simboli pittorici colorati. Con un’avvertenza importante, però: le regole devono essere proposizioni positive e non divieti assoluti. Poi è importante creare una routine quotidiana su orari, materie, pause, dettatura dei compiti e avvertire di eventuali cambiamenti». Sono la regolarità e le scadenze prestabilite, infatti, ad aiutare il bambino a comprendere come è pianificata la giornata.

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Come rendere le lezioni più interessanti

«È consigliabile, innanzitutto, fare una scaletta degli argomenti che saranno trattati durante la lezione e dare istruzioni semplici, brevi e chiare per non sovraccaricare la memoria del bambino – continua Canavesio -. Per rendere la lezione più interessante e tenere alta l’attenzione degli alunni l’insegnante dovrà variare spesso il tono della voce, muoversi tra i banchi, coinvolgere i bambini spronandoli a fare domande e interagire tra loro, ma anche utilizzare immagini e video, perché il canale visivo risulta molto efficace nei confronti dei giovanissimi». Ma anche l’aspetto logistico può giocare il suo ruolo: piccole modifiche all’interno della classe si rivelano utili per ridurre le distrazioni. Questo succede quando il banco è più vicino alla cattedra e più lontano dalla finestra o da un compagno particolarmente rumoroso.

 

Moderare le pretese

«Sia le esercitazioni a fini valutativi sia i compiti da svolgere a casa non devono essere né troppo lunghi né troppo complessi –consiglia Canavesio– altrimenti il bambino fatica a mantenere la concentrazione e perde il controllo sull’obiettivo da raggiungere. È importante che l’insegnante tenga sempre un atteggiamento positivo non pretendendo la perfezione, ma premiando anche i piccoli successi e sottolineando le qualità del bambino, soprattutto nelle giornate negative, perché questi non si scoraggi di fronte alle difficoltà e non perda l’autostima». Tutto questo senza dimenticare che nella vita di un bambino lo studio non può monopolizzare tempo ed energie, ma che è importante lasciare spazio anche ad attività come gioco e sport.

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