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Cisti al seno: cosa sono e come si curano

29/04/2021

Molte donne, specie dopo i trent’anni, possono notare alcuni cambiamenti nel proprio seno e percepire con l’autopalpazione la presenza di uno o più noduli. Prima di preoccuparsi inutilmente, è sempre bene rivolgersi a uno specialista: potrebbero infatti essere semplici formazioni cistiche del tutto benigne.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Claudio Andreoli, senologo in Humanitas Medical Care. 

Cosa sono le cisti?

Si tratta di lesioni saccate a contenuto liquido che si riscontrano in genere a partire dai 35 anni fino all’età della menopausa poi, per l’involuzione della struttura della mammella, le probabilità che si possano formare diminuiscono drasticamente. 

«Nella stessa mammella sono di solito contemporaneamente presenti più cisti di dimensioni che possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri – spiega il dottor Andreoli – In alcuni casi possono comparire rapidamente, cosa che allarma molto le donne che riscontrano una tumefazione, spesso dolente, che fino a pochi giorni prima inesistente. Le più grandi e superficiali sono riconoscibili alla palpazione come noduli poco mobili di consistenza teso-elastica a superficie liscia e regolare». 

Cisti: la diagnosi

Identificare le cisti è relativamente agevole grazie all’uso ragionato e combinato di mammografia, ecografia e visita senologica.

«L’ecografia è l’esame più appropriato», continua il dottor Andreoli, «oltre a fugare i possibili dubbi sulla natura solida o liquida del nodulo consente una stima precisa delle sue dimensioni e di escludere la presenza di eventuali lesioni cresciute all’interno della cavità cistica (papillomi o, i molto più rari, carcinomi).

In mammografia le cisti appaiono come opacità tondeggianti a contorni netti che, soprattutto quando numerose e raggruppate, possono mascherare una possibile lesione maligna insorta in prossimità. Ecco perché mammografia ed ecografia sono di fatto esami che si completano vicendevolmente e per questo vanno entrambe eseguite sia quando siano presenti noduli sia, dopo i 40 anni, a intervalli regolari anche in assenza di sintomi». 

Come si curano le cisti?

In genere una volta individuate con certezza non richiedono particolari terapie.

Nel caso fossero voluminose, tese, o provocassero fastidi o dolori, si può optare per l’aspirazione: manovra semplice e del tutto indolore. 

Il liquido aspirato è normalmente limpido, di una colorazione che può variare dal giallastro, al marroncino, al verdastro. Se la cisti è infiammata può presentarsi denso o corpuscolato, cosa che non richiede, comunque, la necessità di analizzarlo. Se durante l’aspirazione, invece, si nota anche sangue, è bene prevedere l’esame citologico del liquido. 

«È infine bene ricordare che dopo essere state svuotate le cisti possono in alcuni casi recidivare e il continuo ripresentarsi deve prudenzialmente indurre a un’attenta rivalutazione del caso», conclude il dottor Andreoli.

 

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