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Cuore

Tecnologia e salute: le novità per il cuore

05/10/2020

La telemedicina, ossia l’insieme di tecniche mediche e informatiche che permette la cura di un paziente a distanza, sta facendo sempre più strada; smartwatch, smartphone e app sono oggi in grado di fare cose mai pensate prima, dal monitorare il sonno, al mantenere sotto controllo i valori di pressione e frequenza cardiaca, fino ad avvisare il pronto soccorso più vicino in caso di malore.

In un’intervista a Radio 24 Obiettivo Salute, il professor Giulio Stefanini, cardiologo di Humanitas e docente di Humanitas University, ci parla delle ultime novità in fatto di telemedicina e cuore.

Smartphone e ipertensione: lo studio canadese

In uno studio pubblicato su Circulation Imaging, e ripreso anche da Jama, un gruppo di ricercatori canadesi ha sviluppato un algoritmo che rileva le alterazioni della circolazione a livello del viso, visualizzabili attraverso dei video fatti con la telecamera del proprio smartphone. Grazie a queste alterazioni, gli scienziati fanno derivare, con dei calcoli computazionali, la pressione arteriosa dei pazienti. Lo studio ha riguardato più di 1000 soggetti non ipertesi.

Una delle cose più interessanti è che sono andati a validare questo modello di calcolo rilevando che in questi soggetti, lo strumento permette di calcolare la pressione con un margine di errore bassissimo. 

Colesterolo e tecnologia

Esistono nuove tecnologie di telemedicina per controllare anche il colesterolo.

In particolare, in un programma australiano pubblicato sulla rivista cardiovascolare Heart, i ricercatori hanno incluso migliaia di pazienti, divisi successivamente in due gruppi randomici. I pazienti del primo gruppo venivano trattati con metodi tradizionali; i pazienti del secondo gruppo ricevevano anche degli sms sul proprio telefono.

Gli sms servivano a monitorare i fattori di rischio, ad “ammonire” il paziente o a incentivarlo: questa strategia ha portato in quel gruppo di pazienti a una riduzione significativa del colesterolo cattivo.

Un giubbotto per controllare il ritmo cardiaco

Uno studio pubblicato sul New England ha proposto un modo assolutamente interessante per scoprire la presenza di un’eventuale aritmia cardiaca, utilizzando uno strumento non invasivo: un giubbotto. È sufficiente che il paziente lo indossi per offrire allo specialista la possibilità di analizzare il suo ritmo cardiaco.

Questi giubbotti, utilizzati nell’ambito di pazienti con e senza una patologia manifesta, si possono indossare al mattino e togliere la sera, e danno una scossa elettrica nel caso in cui il paziente avesse un evento aritmico importante.

I risultati sono molto incoraggianti: anche se l’utilizzo di questo giubbotto non ha portato a una riduzione diretta del rischio di mortalità aritmica, è stato però associato alla riduzione significativa del rischio di mortalità complessiva. 

Un pronostico per il futuro

I diversi device che abbiamo a disposizione possono migliorare il controllo dei fattori di rischio in prevenzione primaria e ottimizzare la terapia in prevenzione secondaria  e giocheranno un ruolo importante nel migliorare i risultati clinici nei pazienti.

Lo smartphone, poi, ha un potenziale utilizzo nella cura della nostra salute assolutamente non rilevante: pensiamo solo al fatto che lo abbiamo praticamente sempre con noi. Non solo: è in grado di raccogliere un’enorme quantità di dati che, se indirizzati e analizzati nel modo corretto, potranno aiutare non solo in termini di prevenzione, ma anche di trattamento. 

Siamo ancora lontani dall’utilizzare questi device nella clinica quotidiana, ma la direzione è senza dubbio questa. 

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