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Pic nic e scampagnate, attenzione alla “dermatite da prato”

28/03/2016

Pelle arrossata e prurito dopo un pic nic o una scampagnata, ad esempio nel giorno di Pasquetta? Può essere “dermatite da prato”. Se abbiamo camminato fra l’erba o ci siamo stesi tra i fiori, insomma se la pelle è venuta a contatto con la vegetazione, potremmo essere stati colpiti da alcune sostanze tossiche irritanti.

«In alcuni momenti dell’anno, come in primavera, molte piante e molti fiori possono rilasciare delle linfe che a contatto con la pelle svolgono un’azione caustica, irritante e infiammatoria. Queste sostanze vengono assorbite e dopo una o due ore, o anche a fine giornata, si manifestano arrossamento, prurito e bruciore», spiega il professor Marcello Monti, dermatologo di Humanitas.

(Per approfondire leggi qui: Attenzione ai bruchi del pino: pelle a rischio dermatite)

«È una vera e propria dermatite, la dermatite pratense figurata. La sua diagnosi non è immediata: i soggetti colpiti presentano delle lesioni in molti casi simili a striature per effetto dello sfregamento dei fili d’erba con la pelle. Questo tipo di dermatite può anche pigmentare la pelle con la comparsa di macchie. Le zone più interessate – aggiunge lo specialista – sono le gambe, perché magari si è camminato o fatto jogging con le gambe scoperte o si è stati seduti direttamente a contatto con l’erba».

«Nei bambini, invece, il quadro può cambiare perché oltre a gambe, braccia e mani anche le palpebre possono essere colpite. Questo perché i bambini attratti dai loro colori possono toccare i fiori, magari recidono gli steli e, toccandosi il volto, non fanno altro che trasferire sulle palpebre la linfa con la quale entrano in contatto».

Quali sono le piante da cui guardarsi per minimizzare il rischio di dermatite pratense?

«Diverse famiglie di piante ma in particolare le Composite, come margherite e girasoli, e le Ranuncolacee, che includono fiori come il ranuncolo e la peonia. Le precauzioni sono di non camminare scalzi, di esporre la pelle il meno possibile e di sedersi su prati ed erba con un telo».

(Per approfondire leggi qui: Hai la dermatite? Puoi non rinunciare alla piscina)

Se avvertiamo i sintomi della dermatite come possiamo intervenire? «Il prodotto migliore è il gel astringente al cloruro di alluminio, lo stesso che si deve usare per le punture di zanzare o di medusa. Spesso si ricorre a prodotti a base di cortisone ma è una scelta sbagliata. Questo perché la pelle ha bisogno di liberarsi dalla tossicità indotta dalle linfe cosa che viene invece pregiudicata dall’azione del cortisone».

Oltre alla dermatite, c’è anche il rischio che il contatto con le linfe scateni reazioni allergiche?

«Se il contatto è occasionale, no. Questa è invece un’eventualità che deve tenere in conto chi lavora con le piante e i fiori, come i giardinieri», conclude il professor Monti.

 

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