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Dopo l’estate meglio controllare i nei

18/10/2004

Al ritorno dalle ferie è importante verificare la salute dei nei. I consigli per capire se è comparsa qualche anomalia sospetta.

Il neo, un vezzo che ti rende più interessante, ma anche un pericolo in agguato per la salute che può portare, addirittura, al melanoma (tumore della pelle). L’esposizione al sole è un elevato fattore di rischio, quindi, al rientro dalle vacanze è importante verificare la salute dei nei con una mappatura computerizzata. Secondo gli esperti già grazie alle prime lettere dell’alfabeto si può distinguere un neo non pericoloso da una macchia “sospetta”. Parliamone con il prof. Marcello Monti, dermatologo di Humanitas.

Che cos’è l’alfabeto dei nei?
“L’alfabeto dei nei è un modo semplice e veloce per capire se un neo può essere pericoloso. Si sfruttano le prime 5 lettere dell’alfabeto proprio per cercare i caratteri pericolosi di un neo. Ecco di cosa si tratta:
A come Asimmetria: le lesioni tumorali hanno una forma irregolare e così anche i nei che degenerano. In pratica, immaginiamo di dividere il neo a metà con una linea verticale e verifichiamo se le due parti sono uguali (simmetriche) oppure diverse tra loro (asimmetriche).
B come Bordi: i bordi di un neo non pericoloso sono regolari, come disegnati dal compasso, mentre se sono irregolari, frastagliati, il neo è sospetto.
C come Colore: Il colore di un neo deve rimanere costante. Se si modifica o ci sono più colori contemporaneamente è un campanello di allarme.
D come Dimensioni: se un neo ha un diametro di più di 6 millimetri (i nei comuni hanno il diametro di 2/3 millimetri) potrebbe non trattarsi di un semplice neo. Meglio approfondire.
E come Evoluzione: un neo che cambia aspetto velocemente, cioè cambia forma, colore o dimensioni oppure diviene pruriginoso o sanguina deve essere valutato dal medico specialista”.

E’ vero che la prima regola è la prevenzione?
“Certamente sì. Questa affermazione non è mai stata tanto vera quanto nel caso dei nei. Il melanoma, infatti, è un tipo di tumore maligno molto preoccupante perché si diffonde in modo veloce all’interno di tutto l’organismo ed è molto aggressivo riuscendo a invadere i linfonodi ed i vasi sanguigni e andando a colpire organi anche molto lontani dal punto di origine. Per questo è importante bloccare subito la sua evoluzione perchè se viene individuato nelle sue prime fasi di sviluppo, quando ancora le cellule maligne non si sono spinte in profondità e in lontananza, è contrastabile e se ne può guarire completamente. Ecco perché il controllo dei nei e la diagnosi precoce assumono un’importanza fondamentale nella prevenzione del melanoma. Fortunatamente oggi grazie alle nuove tecnologie come il videodermatoscopio computerizzato è possibile controllare in modo preciso l’evoluzione di ogni singolo neo. Si tratta, infatti, di un microscopio con videocamera che acquisisce le immagini del neo ingrandendole fino a 100 volte e che permette l’osservazione di particolari non osservabili a occhio nudo oltre che la refertazione e archiviazione elettronica delle immagini con la possibilità di comparare le stesse a distanza di tempo”.

Ci sono nei più a rischio di altri?
“Il neo generalmente è una macchia di colore bruno, più o meno intenso e uniforme, con la superficie liscia o lievemente in rilievo, rotondeggiante, del diametro di pochi millilitri. In base alle sue caratteristiche il neo può assumere diversi nomi come, per esempio, nevo piano, quando è tutt’uno con la pelle; nevo cupuliforme, se è un po’ in rilievo; nevo peduncolato, se è allungato; nevo pendulo, cioè dermico, che fuoriesce dalla pelle. I nevi piani e quelli cupuliformi possono subire una trasformazione maligna e diventare un tumore della pelle, mentre i nevi peduncolati e quelli penduli si trasformano solo eccezionalmente. Il vero rischio risiede soprattutto nell’avere un numero elevato di nei (50 o più) e, soprattutto, di avere avuto un familiare affetto da melanoma”.

Qual è il suo consiglio?
“Le Società Internazionali dei Dermatologi ritengono sia fondamentale l’autosservazione, cioè osservarsi o farsi osservare per scoprire in tempo un cambiamento in un neo. Se si dispone di tempo è più utile eseguire una volta all’anno una mappatura dei nei con il videodermatoscopio. Se un neo è a rischio non bisogna aver paura di farselo asportare (chirurgicamente e non con il LASER). Infine, è fondamentale ricordare che la miglior forma di protezione contro i raggi solari non è utilizzare le creme proteggenti, ma esporsi di meno”.

A cura di Lucrezia Zaccaria

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