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Benessere

Conosci la cistite interstiziale?

05/02/2020

Di cistite interstiziale non si sente parlare spesso, eppure è una patologia che può colpire persone di sesso, età e stili di vita differenti.

Diversa dalla “semplice” cistite, la cistite interstiziale è una disfunzione cronica delle pareti pelviche, non sostenuta da un’infezione, che provoca dolore vescicale e non solo.

Ne abbiamo parlato con il dottor Massimo Lazzeri, urologo in Humanitas.

 

La cistite interstiziale non è una semplice cistite

Cistite e cistite interstiziale non sono la stessa cosa. La cistite interstiziale, infatti, oltre a essere cronica, non è causata da batteri, da stress o ansia, ma spesso è a sua volta responsabile di disturbi psicologici come ansia e depressione.

 

Non è chiaro perché compaia, anche se potrebbe essere causata dal malfunzionamento di alcune cellule del sistema immunitario, i mastociti, la cui attivazione porta al rilascio di sostanze chimiche che determinano un’infiammazione della parete vescicale.

 

È una malattia che evolve lentamente, ma si aggrava con gran velocità: le funzioni vescicali si deteriorano presto e vi sono ripercussioni gravi sulla qualità della vita.

Il dolore è localizzato sopra la vescica, nel pavimento pelvico, nella parte inferiore dell’addome ed è accompagnato da quell’urgenza di urinare che chi soffre di cistite conosce molto bene. 

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I sintomi

La cistite interstiziale, almeno inizialmente, non ha sintomi particolari, se non quelli che vengono comunemente associati alla cistite. Con il passare del tempo, però, questi sintomi peggiorano e parallelamente il danno alla parete vescicale aumenta.

 

Si avvertono quindi dolore sovrapubico durante il riempimento vescicale,  il bisogno frequente di urinare, spesso con dolore e qualche volta perdite ematiche. I sintomi peggiorano durante il ciclo mestruale, in periodi di forte stress e durante i rapporti sessuali.

 

Negli uomini la cistite interstiziale è più rara e assume le caratteristiche di una “prostatite” che si manifesta con dolore ai testicoli, allo scroto, al pube e al perineo, ma anche durante l’eiaculazione. Infine, mentre la cistite è causata da batteri, e quindi è trattata con antibiotici, la cistite interstiziale non risponde a questo tipo di terapia. 

 

Cistite interstiziale e rapporti sessuali

Come molte altre patologie croniche, la cistite interstiziale può avere effetti negativi nella sfera sessuale e nei rapporti con il proprio partner.

 

La prima causa è, ovviamente, il dolore, che non si manifesta ugualmente in chi ne è affetto e che può rendere difficoltoso il rapporto.

Nell’uomo, in particolare può causare problemi di erezione, dovuti al dolore o all’imbarazzo di dover interrompere il rapporto.  

 

La diagnosi

Esami delle urine ed ecografie all’apparato urinario possono essere utili a escludere altre patologie con sintomi simili, insieme all’uretrocistoscopia (endoscopia della vescica attraverso l’uretra), che potrebbe individuare la presenza di ulcere e emorragie puntiformi tipiche della malattia.

 

Se il medico lo riterrà necessario, potrebbe prescrivere la distensione della vescica, un intervento in anestesia generale che consiste nel riempire la vescica con una soluzione fisiologica, oppure direttamente una biopsia. 

 

Alimentazione e cistite interstiziale

Come in molte altre patologie, l’alimentazione ha un ruolo importante nella gestione della malattia.

Alcuni alimenti, infatti, possono irritare ulteriormente la vescica, e perciò sarebbero da evitare, come ad esempio cibi ad alto contenuto di potassio, come gli agrumi, il caffè, i pomodori, o il cioccolato, ma anche cibi piccanti e gli alcolici. Altri cibi irritanti potrebbero essere formaggi stagionati, fave, noci, nocciole, bibite gassate e zuccherate.

 

Sì invece a pere, meloni, pasta, patate e riso, ma anche a carni bianche, formaggi non stagionati o frutta secca come anacardi, pinoli, e aglio. 

 

Come trattare la cistite interstiziale?

Non esiste una medicina “magica” per la cura della cistite interstiziale. L’approccio è di tipo multimodale con il coinvolgimento di diverse figure professionali coordinate dall’urologo. Possono essere usati farmaci per bocca o instillazioni endovescicali di acido ialuronico per esempio, insieme a una consulenza ginecologica, fisioterapica e psicologica. Molto spesso un buon lavoro di squadra si traduce nella guarigione o nell’adeguato controllo dei sintomi.

 

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