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Benessere

La vaccinazione è la prima arma contro il tetano, i consigli dei pediatri

16/07/2019

Dal 1963 contro il tetano è prevista la vaccinazione obbligatoria. Per tutti i nuovi nati questa è ormai una procedura standard, tanto che da oltre 20 anni viene vaccinato oltre il 90% dei bambini. Attualmente infatti questa patologia colpisce soprattutto persone anziane, non vaccinate o vaccinate in maniera inadeguata. Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani. Tante restano però le domande che i genitori si fanno a proposito di questa malattia. Ecco i consigli del dottor Marco Nuara, pediatra di Humanitas, e degli esperti della Società italiana di pediatria (Sip).

 

La malattia e come si contrae: il falso mito della ruggine

Di tetano ne esistono diverse forme: la malattia può colpire infatti in maniera generalizzata, localizzata, cefalica oppure colpire i neonati in una forma più fiera. In tutte le casistiche il bacillo del tetano produce una tossina che raggiunge, attraverso il sangue e il sistema linfatico, il sistema nervoso centrale, interferendo con il rilascio di neurotrasmettitori che regolano la muscolatura, causando così contrazioni e spasmi diffusi. Nella maggior parte dei casi, il periodo di incubazione varia da 3 a 21 giorni. Secondo molte persone a causare questa malattia sarebbe la ruggine. Ma gli esperti chiariscono: “Non è la ruggine a causare il tetano. Può esserlo solo se l’oggetto arrugginito è stato contaminato dalle feci di animali portatori del batterio nel proprio intestino (bovini, equini, ovini). La ruggine è solo la spia della lunga permanenza dell’oggetto metallico nell’ambiente e, quindi, del suo rischio di contaminazione”.

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Cosa fare se si è feriti con qualcosa di arrugginito?

Le ferite superficiali, se ben disinfettate, non espongono a rischio di tetano poiché le spore causa della malattia hanno bisogno di un ambiente senza ossigeno e questa circostanza si può verificare solo se la ferita è profonda o necrotica. Se la ferita quindi dovesse avere queste caratteristiche è bene contattare immediatamente un medico.

 

L’antitetanica, quali controindicazioni?

Al vaccino antitetanico possono esserci reazioni, nella maggioranza dei casi lievi, che comprendono gonfiore e rossore nel punto dove viene effettuata l’iniezione. Solitamente il tutto scompare entro due o tre giorni nel 25% dei casi. Solo nel 3% dei casi si possono verificare reazioni locali più estese e dolorose a distanza da 2 a 8 ore dopo l’iniezione. I più soggetti sono però gli adulti che hanno effettuato già più di un richiamo. Una reazione allergica grave da vaccino è invece molto rara.

 

Quando vaccinare i bambini?

Con la vaccinazione obbligatoria dai primi anni ’60, prevede la somministrazione di tre dosi nel primo anno di vita (al terzo, quinto e dodicesimo mese di età). Una dose di richiamo viene eseguita poi a 5 anni e un’altra a 15 anni. La protezione poi declina con il passare del tempo per cui è necessario eseguire richiami decennali.

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