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Allarme sole, allergico un italiano su dieci

07/07/2009

Un problema sempre più diffuso, che colpisce anche dopo una breve esposizione. E che si risolve, paradossalmente, abbronzandosi nel modo giusto.

Tintarella addio per un italiano su 10 che risulta “allergico” al sole, per un totale di sei milioni di italiani. Si tratta di un’irritazione provocata dalla semplice esposizione al sole, anche per pochi minuti per strada, che basta per ritrovarsi con la pelle arrossata e piena di vescicole. E l’allergia è in continuo aumento: dal 2000 ad oggi in Italia il numero di casi è raddoppiato. E nell’80% ad essere colpite sono soprattutto le giovani donne su braccia e decolleté. Sul banco degli imputati si trovano l’ozono e i nuovi stili di vita di esposizione solare “mordi e fuggi” oltre alla predisposizione genetica.

“L’intolleranza al sole, o fotodermatosi, riguarda soprattutto persone giovani: il problema infatti emerge spesso dopo la pubertà. Purtroppo sono in aumento anche i casi fra pazienti affetti da patologie tradizionalmente curate con l’esposizione al sole: oggi è allergico al sole il 7% dei pazienti con psoriasi e il 9% di chi ha la dermatite atopica – spiega Antonello Baldo, Responsabile del Gruppo di Fotodermatologia SIDeMaST (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse) – Le cause non sono note, ma esiste indubbiamente una predisposizione individuale. Uno dei motivi per cui il numero dei pazienti è in crescita può essere la maggiore frequenza di viaggi verso Paesi tropicali e di vacanze mordi e fuggi, durante le quali si fa una ‘scorpacciata’ di sole limitata a due, tre giorni: l’estendersi di queste abitudini porta inevitabilmente alla luce un maggior numero di casi, che in passato magari non si sarebbero mai manifestati. Inoltre anche l’assottigliamento della fascia di ozono, portando a una minore filtrazione dei raggi solari, ha reso il sole più ‘cattivo'”. Ed è inutile utilizzare le creme protettive per tentare di risolvere il problema. Paradossalmente si cura esponendosi al sole. Ne abbiamo parlato con il professor Marcello Monti, Direttore della Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia dell’Università degli Studi di Milano.

Professor Monti, cos’è l’allergia al sole? E’ diversa dall’eritema?
“I termini sono confusi e confondenti, infatti, di rado si instaura una vera e propria allergia solare. Di solito si tratta di una ‘intolleranza alla luce solare’, che si manifesta, appunto, con eritema, pomfi, prurito e a volte vescicole, anche dopo pochi minuti d’esposizione”.

Colpisce tutte le parti del corpo?
“L’intolleranza alla luce solare si può manifestare su tutte le parti esposte del corpo, ma, di solito, il viso è risparmiato, forse perché sempre abituato alla luce”.

E’ causata dai raggi Ultravioletti?
“No, in questo caso i raggi UV non sono i colpevoli. L’intolleranza solare riguarda tutta la luce visibile. Questo fa sì che anche coprendosi con indumenti, che di solito bloccano gli UV, si manifesti ugualmente la reazione d’intolleranza, infatti i raggi visibili passano in gran parte attraverso i vestiti”.

Anche le creme solari sono inutili?
“Esatto, le creme solari non frenano i raggi visibili e, quindi, sono inutili. Anzi, chi soffre di eritema da intolleranza alla luce solare deve evitare di utilizzarle perché possono peggiorare la situazione d’intolleranza”.

Come si fa a combattere, quindi, l’intolleranza alla luce solare?
“Paradossalmente occorre esporsi al sole. E senza crema solare, per il tempo necessario a far insorgere i primi segni di intolleranza, di solito il prurito. A questo punto ci si ritira dal sole, si applica la Crema Lenitiva all’Ossido di Zinco e Magnesio Silicato (non il cortisone) e ci si riespone il giorno seguente. E’ come per l’intolleranza alimentare: occorre stimolare lentamente la pelle con il sole affinché riprenda la tolleranza”.

Ma al sole la pelle si secca: si può utilizzare la crema idratante?
“No, la crema idratante non va utilizzata, anche se messa la sera prima. Contiene vaselina, grassi animali/vegetali, preservanti e profumi, tutti prodotti che si degradano sotto il sole. Vi sono, però e per fortuna, linee cosmetiche professionali che non usano questi ingredienti e che noi dermatologi prescriviamo”.

Ci sono farmaci che possono aiutare ?
“Si, la Flunarizina è un farmaco che rende meno reattiva la pelle e permette di tornare alla tolleranza al sole in tempi più rapidi”.

Quali sono i consigli per prevenire l’intolleranza alla luce solare ?
“Usare il meno possibile cosmetici, creme e profumi nel periodo d’esposizione al sole e stare attenti anche alle creme solari: non tutte sono tollerate, soprattutto dai bambini e dai giovani”.

A cura di Lucrezia Zaccaria

 

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