Attività fisica, per il bene del cuore dopo i 65 anni meglio poco che nulla

L’importante è mettersi in movimento ed evitare la sedentarietà prolungata. Dopo i 65 anni bastano pochi minuti al giorno, anche meno di mezz’ora di attività fisica moderata per proteggere la salute del cuore e ridurre il rischio cardiovascolare. Tutto questo, naturalmente, alla luce delle proprie condizioni di salute. Una conferma arriva da un nuovo studio realizzato in Olanda e pubblicato su European Journal of Preventive Cardiology: «Su una popolazione molto ampia e con un’attenzione all’età più avanzata, si ribadisce l’importanza del movimento, anche ridotto, per la prevenzione cardiocerebrovascolare. Un messaggio di cui bisogna tener conto alla luce dell’aumento della vita media», ricorda il dottor Stefano Aglieri,, specialista in Medicina dello Sport e responsabile di Riabilitazione cardio-respiratoria di Humanitas.

La ricerca

Il team di scienziati dell’Academic Medical Centre di Amsterdam ha analizzato i dati relativi a oltre 24 mila adulti fra i 39 e i 79 anni. Il livello di attività fisica durante le ore di lavoro e nel tempo libero era stato valutato con un questionario: i partecipanti sono stati divisi così in quattro categorie: inattivi, moderatamente inattivi, moderatamente attivi e attivi.

Combinando l’incidenza della malattia coronarica e degli ictus in tre fasce d’età (fino a 55 anni, da 55 a 65 anni e dopo i 65 anni) si è visto come anche meno di mezz’ora di attività fisica ricreativa fosse associata a una riduzione del rischio cardiovascolare. L’effetto benefico del movimento era però statisticamente significativo solo dopo i 65 anni. Ad esempio, oltre questa fascia d’età, anche i moderatamente inattivi avevano un rischio ridotto del 14% rispetto a chi fosse del tutto sedentario.

(Per approfondire leggi qui: Attività fisica, un “farmaco” per la riabilitazione cardiaca)

«Il corpo umano è fatto per il movimento, non per essere sedentario – dice il dottor Aglieri – tuttavia è facile diventarlo con l’avanzare dell’età. Questo, come altri studi, ci dicono però che riservare una minima quota di tempo al movimento è comunque utile per contrastare l’invecchiamento osteoarticolare e per contribuire alla prevenzione di patologie come ictus e malattia coronarica, tra le altre».

Quale attività fisica? 

I risultati dello studio confermano le raccomandazioni delle linee guida internazionali che indicano almeno almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica a intensità quanto meno moderata (o 75 a intensità vigorosa) dopo i 65 anni. Camminare, fare giardinaggio e persino dedicarsi ai lavori domestici sono tutte attività consigliate per gli uomini e donne che si stanno avvicinando alla terza età: «Sono diverse le forme di attività fisica che si possono eseguire dopo i 65 anni. Tutto dipende dalle condizioni fisiche e di salute generali dell’anziano benché anche in buone condizioni sia difficile dedicarsi a uno sport vero e proprio», sottolinea il dottor Aglieri.

«Per incrementare i livelli di attività fisica si può cominciare a muoversi di più, a camminare di più. Ad esempio facendo camminate a passo svelto o semplicemente lasciando a casa l’auto, non prendendo i mezzi pubblici o preferendo le scale all’ascensore, facendo sempre attenzione all’equilibrio e ai movimenti articolari. Proprio la prevenzione delle cadute può essere un altro obiettivo perseguibile con l’attività fisica: in particolare i grandi anziani, più a rischio, devono cercare di sviluppare l’attitudine a evitarle».

(Per approfondire leggi qui: Lo sai che il cane aiuta a combattere la sedentarietà invernale?)

«Infine – conclude lo specialista – per chi è in grado di farlo, si può pensare a corsi più mirati nelle palestre, con intensità maggiore e con l’utilizzo di mezzi come la cyclette o il tapis roulant».